12 Dicembre 2017

«La Regione spreca 12 mld con la Pedemontana»

di Eugenio Pendolini VENEZIADalle proteste di piazza ai fatti. Ieri, alle 11 di mattina, il comitato No Pedemontana si è dato appuntamento davanti alla cittadella della Giustizia a piazzale Roma per presentare un esposto in Procura. Danno erariale, truffa aggravata ai danni dello Stato, disastro ambientale dietro ai 95km di autostrada che collega Montecchio Maggiore a Spresiano: ecco le ipotesi di reato fatte recapitare sulla scrivania del procuratore Bruno Cherchi, accompagnate da oltre millecinquecento firme dei cittadini.Molti i punti che il Comitato considera nebulosi sottoposti al vaglio della magistratura. Si parte da una prima dichiarazione dello stato d’ emergenza per il traffico dei comuni di Treviso e Vicenza, definita “anomala” e illegittima perché prorogata ben oltre i limiti stabiliti dalla legge: “Stop alla retorica della falsa emergenza, una scorciatoia per procedere più spediti negli affari”, dichiara Osvaldo Piccolotto dei No Pedemontana.C’ è poi discordia sulle previsioni dei flussi di traffico. Secondo i dati dei proponenti (Regione Veneto, Commissario, Consorzio Sis) si arriverebbe intorno a 51.360 veicoli al giorno. Previsioni sconfessate da studi recenti, commissionati dalla Bei (Banca europea investimenti) e a Cassa Depositi e Prestiti: secondo loro si arriverà al massimo a 15.200 auto al giorno. Questo avrebbe ricadute economiche, perché il costo della Pedemontana si ripaga con i pedaggi. Meno auto significa meno ricavi. E ancora: i 173 milioni di esborso pubblico previsti per primo contratto di project financing, dopo le modifiche del 2013 e 2017 sono diventati 915 milioni. “Troppo”, ha avvertito il commissario Cantone qualche giorno fa. In più, nell’ ultima modifica della Convenzione tra Regione e Sis, il concessionario ha rinunciato ai pedaggi, che entreranno nelle casse della Regione. In cambio però di un “canone di disponibilità” di 153 milioni di euro l’ anno per 39 anni, durata della concessione. Il totale? 12 miliardi, “2 volte il Mose”, dicono quelli del Comitato. «Un danno erariale», sostengono, «perché gli amministratori pubblici avrebbero agito a favore dell’ interesse privato». Unici a essere ricevuti di persona dal procuratore il senatore Enrico Cappelletti (M5S) e il consigliere regionale Andrea Zanoni (Pd): «Gridano vendetta tutti i soldi che dovranno pagare i veneti. Dopo i rilievi della Corte dei conti e dell’ Anac, bene che intervenga la giustizia». Al coro di protesta si è aggiunto anche Franco Conte, presidente Codacons Veneto: «Ogni bambino in Veneto, già dalla nascita, si troverà una dote negativa di 2mila euro» calcola Conte, «dicono che non vogliono mettere le mani nelle tasche dei veneti. E io aggiungo: neanche nelle culle dei neonati». Denunciate carenze e violazioni anche sul versante ambientale. «Senza una valutazione dei costi dell’ inquinamento, senza un inventario dei danni dovuti al cambio d’ uso permanente dei terreni, lo spettro del disastro ambientale è reale», dcino Cappelletti e Zanoni.

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