>>>ANSA/ L.elettorale:domani a Consulta ‘conflitto’su Rosatellum
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fonte:
- Ansa
Strada stretta per ammissibilità. Rosato, tranquillo al 101%
ROMA
(ANSA) – ROMA, 11 DIC – Il padre della legge, Ettore Rosato, si dice “tranquillo al 101%” sull’esito del ricorso sul Rosatellum che la Corte Costituzionale è chiamata a esaminare. “La mia legge elettorale ha scontentato tutti ma è stata la legge più votata di sempre nella Storia della Repubblica italiana”, dichiara il capogruppo Pd alla Camera ospite di “Un Giorno da Pecora”. Sotto il faro della Consulta domani pomeriggio a partire dalle 16 ci saranno quattro ricorsi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato. Due in realtà riguardano l’Italicum, due il Rosatellum. Ma il problema alla base è lo stesso: l’approvazione con il ricorso al voto di fiducia. A promuovere le azioni il Codacons, alcuni parlamentari e i capigruppo dei Cinquestelle a Camera e Senato. Questo rappresenta una novità, perché la Corte – che per il momento deve valutare non le questioni legate all’iter della legge, ma se i conflitti siano ammissibili – deve in prima istanza stabilire se singoli parlamentari possono configurarsi come poteri dello Stato. I ricorrenti e i legali che li sostengono – tra cui Felice Besostri e Michele Ricciardi, già promotori delle azioni contro l’Italicum – ne sono convinti. Perché, dicono, “ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione” dal momento che “la Costituzione italiana afferma che la sovranità appartiene, e non promana o discende, dal popolo”. Quindi, “il corpo elettorale è un potere dello Stato”. E senza una pronuncia, “potremmo ritrovarci di nuovo nella situazione di andare a votare con una legge incostituzionale e di avere così un Parlamento eletto attraverso un meccanismo illegittimo”. Un film già visto. Un ragionamento che se accolto dalla Corte, le consentirebbe di passare a valutare nel merito il Rosatellum per stabilire se presenti o meno profili di incostituzionalità. Profili che per i ricorrenti sono parecchi: un premio di maggioranza “nascosto”, perché da una parte non è ammesso il voto disgiunto e dall’altra non è previsto lo scorporo che avrebbe lo scopo, come lo aveva nel Mattarellum, di “non contare due volte il voto”; liste corte di massimo quattro candidati, che per come sono congeniate e per effetto delle pluricandidature, sono “una truffa”, secondo Besostri, e rischiano di determinare “liste incapienti, con un numero di candidati insufficiente a coprire i posti previsti nel collegio e un fenomeno di ‘migrazione'” degli eletti. Ma i ricorrenti hanno di fronte a sé una porta piuttosto stretta. “Il Rosatellum – osserva il giurista Gianluigi Pellegrino – presenta, a mio giudizio, clamorosi elementi di incostituzionalità. Il principale è che se nella quota uninominale un candidato va benissimo, ma non vince anche per un solo voto, non viene eletto e i voti vanno alle liste bloccate plurinominali. Questo non toglie che i conflitti presentati siano a mio avviso inammissibili, sia dal punto di vista oggettivo cioè relativamente alla materia del conflitto, sia dal punto di vista soggettivo, perché il singolo parlamentare non è un potere dello Stato: lo è il Parlamento nel suo complesso”.(ANSA)
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