3 Dicembre 2017

«Il Comune sarà parte civile contro chi andrà a giudizio»

«al nome di vicenza è stato creato un enorme danno d’ immagine»
«Il Comune di Vicenza si costituirà parte civile non appena sarà disposto il rinvio a giudizio di chi ha causato questa drammatica situazione. Il nome della nostra città è stato trascinato in termini negativi sotto i riflettori nazionali, determinando un danno di immagine considerevole». È un Achille Variati senza fascia tricolore e per una volta senza giacca quello che si presenta al ridotto del teatro comunale per portare saluto e sostegno alla folla arrivata da tutto il Veneto e anche dal Friuli, e alle associazioni nazionali (Adusbef, Adiconsum, Adoc, Casa del consumatore, Codacons, Lega consumatori, Federconsumatori, Unione nazionale consumatori) e locali (Ezzelino da Onara) che hanno organizzato questo incontro unitario per discutere sul Fondo istituito a sostegno dei risparmiatori delle due banche venete. Un Variati battagliero, dai toni sempre pacati ma decisi quando chiede al Parlamento, rivolgendosi al senatore Giorgio Santini, di non prendere in giro chi lo è già stato per tanto tempo. «Cinquanta milioni sono un primo passo ma non sono sufficienti. E poi bisogna perfezionare il meccanismo per accedervi, i tempi debbono essere rapidi e non certo quelli che si leggono nell’ emendamento alla legge di bilancio approvata dal Senato. Mi auguro che il passaggio alla Camera porti le migliorie necessarie». Strappa perfino l’ applauso a una platea che ribolle di sdegno e rabbia anche verso la politica – e che in parte si fa rumorosamente sentire con fischi, striscioni e contestazioni, costringendo gli organizzatori a sospendere la proiezione del videosaluto del sottosegretario Baretta – ma che vuole capire se vi sono certezze. La diffidenza resta forte in chi fino a qualche tempo fa veniva chiamato “speculatore” e per questo “Noi che credevamo nella Banca popolare di Vicenza (e in Veneto Banca)” fa sapere in una nota del presidente Luigi Ugone che non parteciperà. Assenti loro malgrado, il vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol e il sindaco di Treviso Giovanni Manildo mentre Regione Veneto e Friuli e diversi comuni partecipano con i loro amministratori. «Questo fondo per i risparmiatori truffati – sottolinea Patrizio Miatello, dell’ associazione Ezzelino – è un punto di partenza ed è importante che si sia creata questa connessione con i conti dormienti, che in qualche caso erano ormai sognanti la normativa vigente consente già di poter superare sia la fase delle cause sia quella dell’ arbitrato. Di sicuro 180 giorni di attesa sono troppi come pure è certo che l’ equo rimborso dovrà riguardare solo i 185.000 risparmiatori colpiti e non certo i 5-10.000 che hanno contribuito a provocare questo disastro. Al riguardo, dico che ci vuole una Norimberga del risparmio, ci sono 500 persone prese in cura dal sistema sanitario e tante sono a rischio suicidio». Non va per il sottile e lo stesso ha fatto qualche giorno fa all’ Onu, sfruttando l’ invito riservato alle organizzazioni che si occupano del recupero delle tradizioni culturali. La palla alla Camera, in gioco non solo la fiducia verso il sistema creditizio ma anche quella nelle istituzioni. Con una avvertenza che sa di promessa, lanciata da uno dei presenti: «A Roma sanno che siamo polentoni. Bene, se non arrivano i soldi entro due massimo tre mesi sono pronto a bloccare la Milano-Venezia». © RIPRODUZIONE RISERVATA© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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