3 Dicembre 2017

«Tempi brevi per avere i soldi del Fondo»

VICENZA Posti esauriti al teatro comunale di Vicenza per il vertice delle associazioni nazionali (Adusbef, Adiconsum, Adoc, Casa del Consumatore, Codacons, Lega Consumatori, Federconsumatori, Unione nazionale consumatori) e locali (Ezzelino da Onara) che hanno organizzato l’ incontro unitario per discutere sul Fondo (da 50 milioni di euro in due anni) istituito a sostegno dei risparmiatori delle due ex Popolari venete in liquidazione. Moltissimi, in platea, anche i beffati provenienti dal Friuli, che non hanno voluto mancare all’ importante appuntamento. Battagliero il sindaco di Vicenza Variati che ha chiesto al Parlamento, rivolgendosi al senatore Giorgio Santini, di non prendere in giro chi lo è già stato per tanto tempo. «Cinquanta milioni sono un primo passo, ma non sono sufficienti. E poi bisogna perfezionare il meccanismo per accedervi, i tempi debbono essere rapidi e non certo quelli che si legge nell’ emendamento». Strappa perfino l’ applauso a una platea che ribolle di sdegno e di rabbia anche verso la politica – e che in parte si fa rumorosamente sentire con fischi, striscioni e contestazioni, costringendo gli organizzatori a sospendere la proiezione del videosaluto del sottosegretario Baretta, contestato assieme alla deputata veneta Puppato in più occasioni – ma che vuole capire se vi sono certezze.La diffidenza resta forte in chi fino a qualche tempo fa veniva chiamato “speculatore”. «Questo fondo per i risparmiatori truffati – sottolinea Patrizio Miatello, dell’ associazione Ezzelino – è un punto di partenza ed è importante che si sia creata questa connessione con i conti dormienti, che in qualche caso erano ormai sognanti, però come ha detto anche il professore e avvocato Rodolfo Bettiol, la normativa vigente consente già di poter superare sia la fase delle cause sia quella dell’ arbitrato. Di sicuro 180 giorni di attesa sono troppi come pure è certo che l’ equo rimborso dovrà riguardare solo i 185.000 risparmiatori colpiti e non certo i 5-10.000 che hanno contribuito a provocare questo disastro. Al riguardo, dico che ci vuole una Norimberga del risparmio, ci sono 500 persone prese in cura dal sistema sanitario e tante sono a rischio suicidio». La presidente di Federconsumatori Fvg Barbara Puschiasis ha condotto i lavori. «Nel mio intervento – dice l’ avvocato Puschiasis – ho sottolineato come sia necessario che il Fondo sia dotato di sufficienti risorse non provenienti sempre dalle tasche dei contribuenti, bensì dai responsabili e da chi ha ottenuto benefici. Che ci mettano i soldi dunque il mondo bancario e IntesaSanPaolo per prima (visto i tanti clienti acquisiti e l’ aumento per questi delle spese sui rapporti bancari), che si recuperino dai crediti deteriorati e dalle sanzioni della vigilanza, visto che Consob e Bankitalia non sono riuscite a evitare il disastro». Puschiasis ha chiesto l’ eliminazione del pre requisito delle «sentenze passate in giudicato per accedere al Fondo», un impegno alle istituzioni per una riforma delle vigilanze, l’ istituzione di una commissione che definisca i rimborsi in base alle violazioni subite e che vengano coinvolte le associazioni di consumatori per definire contenuti e funzionamento del Fondo. «La politica si è impegnata per tutto questo – ha concluso la presidente di Federconsumatori Fvg -, speriamo che non si tratti solo di una promessa elettorale».

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