Sì al bonus bebè ma più leggero Mini taglio per il superticket
-
fonte:
- la Repubblica
ROMA Riduzione del superticket, parziale conferma del bonus bebè, deroghe all’ innalzamento dell’ età pensionabile per i lavori ” gravosi”. Compie il primo faticoso giro di boa nella notte in Commissione Bilancio del Senato l’ ultima ” Finanziaria” della legislatura: oggi è atteso il voto in aula. Il testo, già ampiamente lievitato durante la sosta a Palazzo Chigi prima del varo, ha pagato il prezzo della costruzione delle alleanze in vista delle prossime elezioni politiche, un effetto che tuttavia, dopo serrati negoziati, è stato arginato: Tesoro e Ragioneria, forti della voce grossa di Bruxelles, hanno ridotto al minimo le pretese. Così, subendo il doloroso strappo della Cgil, si è evitato un congelamento della crescita dell’ età pensionabile che sarebbe costato alcuni miliardi e si è optato per una soluzione che ne costerà a regime 300 e che sulla legge di Bilancio 2018 vale solo pochi milioni. Il superticket, non viene eliminato (costo 600 milioni) come chiedeva Mdp, che ha parlato di ” beffa”, ma solo ammorbidito: le Regioni avranno a disposizione 60 milioni all’ anno per introdurre nuove esenzioni per le fasce deboli. L’ emendamento porta la firma di Luciano Uras, senatore di Campo progressista: formazione che aveva condizionato l’ intesa con il Pd ad un intervento sul balzello. Stesso copione sul fronte centrista per il rifinanziamento del bonus bebè 80 euro: la richiesta di Ap era di un mantenimento della cifra attuale: invece nel biennio 2019-2020 si dimezzerà e scenderà a 40 euro, sarà annuale e non più triennale, anche se è previsto che diventi permanente. Molte invece le misure a pioggia. La motivazione è spesso indiscutibile: come non aiutare chi assiste un congiunto gravemente malato? Ci sono 20 milioni l’ anno per il cosiddetto ” caregiver” ma la legge istitutiva deve ancora essere approvata. Arriva sull’ onda della Commissione d’ inchiesta sulle banche anche un fondo di 25 milioni all’ anno per il ristoro dei risparmiatori e ha buon gioco il Codacons a protestare ricordando che negli ultimi 15 anni sono andati in fumo 44 miliardi. Tutte misure che avrebbero avuto bisogno di una maggiore programmazione e di provvedimenti ad hoc, senza salire alla rinfusa sull'” ultimo treno per Yuma”. Decine di commi introducono finanziamenti a pioggia, da 1 o 2 milioni: ci si trova di tutto dal carnevale, all’ Expo di Dubai, dal ripristino delle indennità per il Cnel a fondazioni e associazioni varie. Il testo si gonfia, e non è escluso che anche la Camera voglia dire la sua: soprattutto sulla web tax, che slitta al 2019 e che, insieme al mancato aumento delle sigarette, ha eliminato possibili risorse per finanziare nuove istanze dei partiti. Per ora la manovra destina all’ economia 27,8 miliardi (cifra dell’ Upb): per buona parte ( 15,7 miliardi) destinati ad evitare l’ aumento dell’ Iva). Per il resto le misure chiave sono il contratto degli statali ( 1,6 miliardi), la decontribuzione per le assunzioni di giovani ( il primo anno limitata a 382 milioni), occupazione e povertà ( quasi 700 milioni). Ma anche forestali della Calabria, Lsu di Palermo, bonus libri per i diciottenni. Le missioni militari ci costano 900 milioni.
roberto petrini,
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Banche, manovra, Risparmiatori
