I medici: «Per gli ambulatori l’ unica soluzione sono i vigilantes»
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fonte:
- La Sicilia
Guardie mediche. L’ Ordine a fianco della dottoressa vittima dello stupro a Trecastagni
«i vertici asp si assumano le responsabilità». la dott. strano: «su di me fake news»
Giuseppe BonaccorsiFuoco incrociato sui vertici dell’ Asp per la sicurezza nelle Guardie mediche che può essere garantita (in attesa di soluzioni definitive) con un servizio di guardie giurate in ogni ambulatorio e non con «ipotetici piani di accorpamento» degli ambulatori. Queste le proposte che sono state ribadite ieri in un incontro all’ Ordine dei medici con i sanitari delle Guardie mediche, convocato alla luce degli ultimi gravissimifatti che sono avvenuti in provincia: l’ episodio di oltre un anno fa al presidio di Nicolosi (con una dottoressa sequestrata da due balordi) e il più recente, avvenuto all’ ambulatorio di Trecastagni in una notte di settembre (con una dottoressa violentata per ore). Ma ieri nella sede all’ Ordine, che ha organizzato l’ incontro con i medici per fare un bilancio della situazione, a puntare il dito contro i dirigenti dell’ azienda, il direttore generale Giuseppe Giammanco e il direttore Sanitario, Franco Luca, non è stata solo la dott. Serafina Strano, stuprata a Trecastagni da un balordo – che in questa battaglia per i diritti dei medici ha voluto metterci la faccia – ma i massimi dirigenti dell’ Ordine, con in prima fila il presidente Massimo Buscema che ha chiamato l’ Asp a una forte assunzione di responsabilità: «Mi fa male essere nuovamente qui a ripetere quello che avevamo chiesto quando si era già verificato il grave fatto di Nicolosi – ha spiegato Buscema -, ma chi riveste un ruolo deve trovare anche le soluzioni. Il problema sicurezza nelle Guardie mediche era già stato posto in maniera forte diversi anni fa. Per questo non è più accettabile una situazione del genere. Ora voglio ricordare che esiste un decreto assessoriale del 2010 sulle Guardie mediche che sino al 2015 è passato inosservato. Quindi il problema è sempre lo stesso: l’ Asp deve affrontare e trovare le soluzioni, non si può trincerare dietro un ipotetico intervento che deve arrivare dalla Regione. Bisogna agire ed evitare che i medici continuino a svolgere servizio notturno da soli e in ambulatori isolati». «Per noi – ha aggiunto il dott. Antonio Rizzo, dirigente dell’ Ordine – la soluzione attuabile è quella di dotare gli ambulatori di Guardie giurate come è stato attuato dalla Regione Sardegna dopo, purtroppo, l’ omicidio di un medico. Non siamo completamente d’ accordo con gli interventi finora effettuati, come quello del bottone di emergenza, il braccialetto d’ allarme o i portoni blindati che impediscono al medico di scappare fuori qualora si trovi in pericolo -. Men che meno siamo concordi con l’ accorpamento degli ambulatori, perché non è logico supporre che i medici debbano proteggersi a vicenda. Ora la soluzione è chiara ed è quella delle Guardie giurate. Basta trovare nel bilancio i fondi disponibili che, se si vuole, si trovano…».la dott. Strano, dopo l’ intervento alla Camera dei deputati in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, è tornata sull’ argomento con parole inequivocabili: «Continuerò a battermi per i nostri diritti con tutte le mie forze. Dobbiamo farci sentire perché questo sistema deve essere scardinato». «Attualmente, fino a quando l’ Asp non dimostrerà in maniera costruttiva di voler fare qualcosa, qualsiasi circolare, qualsiasi risposta arriverà dall’ azienda, per me sarà come prendere altri pugni in faccia. Noi ci rendiamo conto che armare un presidio sanitario può sembrare a prima vista eccessivo, ma i vigilantes sono una misura urgente al di là dei tavoli in Prefettura». Quindi la dott. Strano ha attaccato diretta l’ Asp spiegando anche che il braccialetto d’ allarme non funzionò: «Dopo quello che ho provato vivo nella paura. L’ Asp ora non può trincerarsi e scusarsi dietro dichiarazioni mendaci. L’ indomani dalla mia aggressione sono partite delle fake news dai dirigenti dell’ Asp. Anziché cercare subito di fare qualcosa hanno, invece, pensato di difendersi, accusandomi d’ aver subito quello che ho subito perché non ho usato il braccialetto d’ allarme…». Alla riunione all’ Ordine ha partecipato anche la dott. Anna Sciuto, che oltre un anno fa fu sequestrata a Nicolosi. La Sciuto ha ripercorso quei terribili momenti e poi ha raccontato la sua attuale odissea uffici uffici per il suo trasferimento. «Oggi sono al servizio Ticket dell’ Asp ad Acireale – ha spiegato -, ma poco tempo fa sono tornata amareggiata dalla ennesima visita alla commissione palermitana. Momentaneamente hanno confermato la mia temporanea collocazione aggiungendo, però, che l’ iter per un trasferimento definitivo è troppo lungo. Dopo quanto ho subito ora anche l’ umiliazione…». Intanto il Codacons – tramite il presidente Giovanni Petrone e l’ avv. Giuseppina Chiara Reale – ha presentato un esposto alla Procura in cui si chiede di «accertare le responsabilità di quei soggetti, enti pubblici e istituzioni, che hanno il dovere di garantire la sicurezza dei lavoratori». Il segretario naz. Francesco Tanasi invece ha lanciato un appello al presidente della Regione Musumeci per verificare la sicurezza delle guardie mediche siciliane perché «nulla è cambiato».Solidarietà ai medici anche dai consiglieri Ersilia saverino (Pd) e Carmelo Sofia (Con Bianco per Ct).
giuseppe bonaccorsi
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