«Risparmiatori truffati, subito il fondo»
di Sabrina Tomè PADOVATutte insieme per la prima volta, con l’ obiettivo di garantire un ristoro ai risparmiatori delle ex Popolari venete. Sono le associazioni di consumatori, dieci per l’ esattezza in rappresentanza di circa 100 mila tra veneti e friulani, che ieri mattina a Padova hanno annunciato la convocazione di un’ assemblea unitaria allo scopo di ottenere garanzie sull’ istituzione del fondo previsto dall’ emendamento presentato in Senato con firme bipartisan e che dovrebbe andare in votazione questa settimana. Le associazioni chiedono tempi rapidissimi per lo stanziamento della somma, la previsione di una cifra congrua per assicurare un ristoro dignitoso, la definizione di criteri adeguati per la partecipazione allo stesso; il rischio che intendono scongiurare è che il fondo resti una promessa da campagna elettorale. L’ appuntamento, dunque, è per sabato prossimo 2 dicembre, alle 9.30, al Teatro Comunale di Vicenza: all’ incontro sono stati invitati, oltre che i risparmiatori, il sottosegretario Pierpaolo Baretta, i rappresentanti della Regione e i parlamentari del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, il sindaco di Vicenza Achille Variati, le categorie economiche e le associazioni del volontariato. «L’ assemblea ha lo scopo di chiedere un impegno concreto e immediato a tutte le forze politiche sulla misura a sostegno dei risparmiatori traditi e dunque anche sul fondo», spiegano i rappresentanti di Adusbef, Adiconsum, Adoc, Casa del Consumatore, Codacons, Associazione Ezzelino da Onara, Federconsumatori Veneto, Federconsumatori Friuli Venezia Giulia, Lega Consumatori, Unione Nazionale Consumatori, «Sarà un momento determinante per verificare le reali disponibilità per giungere a un obiettivo importante per la tutela del risparmio e dell’ economia dei territorio». Le associazioni parlano di «giornata epocale» proprio perché per la prima volta hanno fatto fronte comune. L’ urgenza sullo stanziamento, spiegano entrando nel merito, è legata anche al fatto che i due terzi delle vittime ha più di 60 anni. Quanto all’ entità del fondo, 300 milioni la cifra iniziale, essa appare del tutto insufficiente: «La consideriamo un punto di partenza», dichiarano le associazioni esprimendo apprezzamento per il fatto che Banca Intesa abbia dato la disponibilità a contribuire con uno stanziamento di 100 milioni di euro. Nessuno si illude che l’ intero danno possa essere ristorato, dicono, ma chiedono che venga garantito un risarcimento decoroso difficilmente ottenibile per via giudiziaria (insinuazione al passivo e costituzione di parte civile nei procedimenti penali) vista l’ inesistenza o insufficienza dei sequestri. Le associazioni chiedono inoltre di essere coinvolte nella definizione dei criteri che regoleranno l’ accesso al fondo: che i decreti attuativi, insomma, non siano calati dall’ alto, da Roma, ma vengano elaborati dopo un confronto col territorio.
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