27 Novembre 2017

Istat, fiducia dei consumatori Arriva la frenata dopo 5 rialzi

 

 

Novembre porta in dote una battuta d’arresto dell’ottimismo tra famiglie e aziende. Lo rileva l’Istat che registra una diminuzione della fiducia dei consumatori: da 116,0 di ottobre a 114,3. Un ribasso che arriva dopo cinque rialzi e che è dovuto a una ripresa delle preoccupazioni sulla disoccupazione e in generale sulla situazione economica del Paese. Quanto alle imprese, l’indice mostra un «lieve calo», da 109,1 a 108,8, su cui pesa il peggioramento del commercio al dettaglio, mentre i servizi toccano il livello più alto da metà 2016.

«Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in diminuzione seppur con intensità diverse», fa notare l’Istat. La sfera economica, relativa allo scenario italiano, e quella futura, che misura le attese, registrano un «calo più deciso» (rispettivamente da 143,3 a 139,2 e da 121,6 a 119,8) mentre «il deterioramento è più contenuto» per quel che riguarda da più vicino le famiglie, la cosiddetta «componente personale» (da 105,9 a 105,7), e quella «corrente», sulla situazione del momento (da 111,5 a 110,1).

Passando alle imprese, anche in questo caso si interrompe una fase di crescita dell’ottimismo che proseguiva ininterrotta da tre mesi. L’andamento non è però uguale in un tutti i comparti. Anzi, l’Istituto di statistica parla esplicitamente di «segnali eterogenei».

In particolare, sottolinea, «il clima di fiducia rimane sostanzialmente stabile nel settore manifatturiero (da 110,9 a 110,8), aumenta nelle costruzioni e nei servizi (rispettivamente, da 130,3 a 132,1 e da 107,7 a 108,2); invece, il commercio al dettaglio registra una diminuzione (da 113,2 a 110,0)».

Una pessima notizia per l’economia italiana. Così il Codacons giudica il calo della fiducia dei consumatori registrato a novembre dall’Istat. «Dopo una serie di rialzi che attestavano un generale clima di ottimismo sul futuro da parte delle famiglie italiane, arriva una doccia fredda, con la fiducia che a novembre registra un inatteso calo — spiega il presidente Carlo Rienzi — Si tratta di una pessima notizia soprattutto perché la diminuzione dell’indice arriva a ridosso delle festività natalizie, e potrebbe avere effetti deleteri sui consumi dei cittadini, portando le famiglie a ridurre la spesa e rimandare gli acquisti al futuro».

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