25 Novembre 2017

Bonfatti: «Carim, processo penale finito Niente richieste sui danni d’ immagine»

relazione dei consulenti del tribunale, il presidente dell’ istituto di credito “volta pagina”: «capitolo chiuso, se non ci sono i reati non si può chiedere il risarcimento agli ex vertici»
RIMINI «La mia opinione sulla consulenza tecnica di ufficio, che è stata depositata, è che per la Banca Ca rim il processo penale è finito». A parlare è il presidente della Ca rim, Sido Bonfatti, il giorno dopo la notizia della conclusione dei periti dal pubblico ministero, i quali hanno stabilito come la soglia di punibilità penale per il falso in bilancio non sarebbe stata superata, per cui anche la contestata associazione per delinquere agli ex vertici dell’ istituto di credito verrebbe a cadere. E partendo da questo assunto Bonfatti precisa che «la banca chiedeva che se gli ex amministratori fossero stati giudicati colpevoli di reati, venisse risarcito il danno di immagine che ciò avrebbe comportato. I reati non ci sono. Quindi non c’ è neanche il danno di immagine ipotizzato». “Sentenza” all’ assemblea Parole, queste, che però secondo il numero uno della Carim necesil numero uno della Carim necessitano anche di una ulteriore presitano anche di una ulteriore precisazione: «Da un punto di vista cisazione: «Da un punto di vista formale la competenza a delibeformale la competenza a delibeamministratori spetamministratori spetbanca, non al consibanca, non al consiglio di amministraglio di amministrazione. Però le propozione. Però le proposte all’ assemblea le fa ste all’ assemblea le fa il consiglio che quindi il consiglio che quindi deve prendere posideve prendere posizione per primo sulle vicende imzione per primo sulle vicende importanti della banca». portanti della banca». Da segnalare comunque che Da segnalare comunque che non è comunque terminato il non è comunque terminato il procedimento penale in cui tra procedimento penale in cui tra l’ altro sono imputati l’ ex presil’ altro sono imputati l’ ex presidente Giuliano Ioni, l’ ex direttore dente Giuliano Ioni, l’ ex direttore prima né dopo il commissaria mento. E questo è certamente positivo per la banca». Le richieste sulle azioni Il Codacons ha comunque mandato una nota mercoledì in cui precisa come «resta un discosta mento tra quanto contabilizzato nel bilancio del dicembre 2009 e quanto contabilizzato nel bilancio -relazione al 30 giugno 2010, rispettivamente pari a circa 19 milioni di euro per il bilancio e di 6 milioni per la relazione semestrale». Per l’ associazione queste discrepanze, spalancano le porte alla «buona possibilità di ottenere la risoluzione del contratto di acquisto delle azioni della Carim o quantomeno, il riconoscimento da parte dell’ autorità giudiziaria civile del diritto al risarcimento del danno subito pari alla differenza tra l’ attuale valore delle azioni e l’ importo corrisposto al momento dell’ acquisto». Anche su questo punto Bonfatti sembra categorico: «Ho letto che viene ipotizzato che taluni azionisti chiedano i danni agli ex amministratori in sede civile, per la perdita di valore delle loro azioni. Non intendo pronunciarmi sul merito della pretesa, che espressa in questi termini mi parrebbe probabilmente inammissibile. Quello che deve essere chiaro è che non riguarda più la Banca Carim». Resta invece ancora in essere, l’ azione di responsabilità civile deliberata dall’ assemblea nei confronti dell’ ex presidente Ioni, dell’ ex direttore Martini e dei consiglieri in carica fino all’ aprile del 2010.

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