ALDO PRIMICERIO / Dalla prima
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fonte:
- Cronache di Salerno
…Ed anche una moda superata. Sì, c’ è qualche simbolo di massa che oggi ci intriga, come il telefonino o la play station. Ma non è consumismo. E’ più un volerci essere, uno stare insieme. Già da tempo il consumismo è al capolinea. Da una decina d’ anni, dall’ inizio della grande crisi. Da allora ci siamo guardati intorno e ci siamo ritrovati con tonnellate di cose inutili acquistate ai tempi dell’ edonismo sfrenato. In casa, negli armadi, tante cose inutili acquistate nell’ era dei doppioni. E di lì la necessità di liberarcene. Gli americani, ed in genere gli anglosassoni, lo chiamo “decluttering”, liberarsi delle cose. Cos’ è quindi che ci unisce al venerdì nero? Così definito dagli americani per il traffico caotico che accompagna la corsa agli acquisti? Un segnale di conferma che siamo tutti in ripresa? Macché, anzi l’ UE ha smentito Gentiloni e Padoan, che suonano il flauto della nuova ricchezza. Restiamo sempre ultimi per capacità di uscire dalla crisi. E allora cos’ è questo impazzimento generale per il venerdì nero? Secondo noi una emulazione assai scadente di una moda tutta americana che segue il giorno del ringraziamento. Noi amiamo alcune mode e termini Usa come Halloween, wellness, iPhone, shopping e così via. E da un paio di anni il black friday. Che noi abbiamo inteso un po’ come l’ anteprima delle spese natalizie. Una moda che Codacons ha chiesto di istituzionalizzare quale forma di sostegno ai consumi di Natale. Ma noi come sempre siamo in ritardo, perché negli Usa invece è già in ribasso. Forbes ha reso noti i dati di una sua ricerca sul tema secondo la quale quest’ anno solo il 35% degli interpellati ha intenzione di fare shopping durante il black friday contro il 51 dello scorso anno e il 59 del 2015. Ma allora.
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