Black Friday, caccia allo sconto I dipendenti Amazon Italia scioperano per bloccare acquisti
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fonte:
- La Sicilia
PIERANGELA CANNONEIl “Black Friday” è già in mezzo a noi. Da ieri, ma anche dall’ altro ieri e l’ altro ieri ancora. E ci resterà sino a domenica prossima. Se in America il termine inglese indica il giorno di shopping più reclamizzato, in cui i negozi offrono enormi sconti e saldi eccezionali su ogni genere di articolo, in Sicilia si fatica a limitare le vendite promozionali a un’ unica data, così che il “venerdì nero” dello shopping finisce con l’ essere una terza stagione di saldi. Quest’ anno, infatti, nessuna categoria è rimasta immune al fascino americano, dal fashion alla tecnologia ai viaggi e (perché no) all’ estetica. La concorrenza è alle stelle e la scontistica arriva fino all’ 80%. Ma facciamo un passo indietro. È nell’ America degli anni Sessanta che il “Black Friday” divenne popolare, quando i negozi scontavano la merce nel venerdì seguente al “Giorno del ringraziamento”, invogliando i clienti ad approfittarne. La tradizione si allargò alle grandi catene commerciali, così che il “Black Friday”, anno dopo anno, è diventato il simbolo tangibile della cultura consumistica. Dagli Usa all’ Italia, però, si è impiegato del tempo: qui la tradizione è recentissima ed è esplosa quando i vari “marketplace” di internet (cioè i luoghi virtuali adibiti allo scambio commerciale, a partire dal colosso Amazon), hanno reso l’ affare globale. Che forse l’ eccesso di zelo con cui i commercianti propongono frequenti periodi promozionali, sottenda una forte e perenne sofferenza nelle vendite? «La crisi economica del commercio è evidente e radicata – dice il presidente reggente di Confcommercio Sicilia Pino Pace – Il Black Friday si pone, dunque, come un’ occasione affinché gli imprenditori possano fare ciascuno la propria offerta. Si presume che anche quest’ anno il trend di vendite si mantenga più che positivo perché i giovani e le famiglie ne parlano parecchio. Speriamo, piuttosto, che abbia un seguito. Ci vorrebbe altro per far decollare il comparto, che soffre di una pesante fiscalizzazione». Però, al di là delle prospettive «il Black Friday è un fenomeno positivo – prosegue il presidente regionale di Confesercenti Vittorio Messina – perché scuote il commercio da un torpore perenne. L’ iniziativa sollecita i consumi anche nei centri storici, portando le persone a ripopolare le strade dei paesi, facendo acquisti là dove si è sviluppato il commercio». I siciliani hanno fatto proprio il “Black Friday”, estendendolo in più weekend e in più mesi dell’ anno. «Ha influito parecchio la globalizzazione – afferma il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi – L’ Isola si prepara a vivere un’ occasione, sia per i commercianti sia per le famiglie. La pratica non è uniforme e vige il libero arbitrio dell’ esercente: sarebbe opportuno istituzionalizzarlo. L’ esperienza dimostra che i siciliani cercano occasioni di sconto prima delle festività, e non quando i portafogli sono stati svuotati dagli acquisti di Natale. Quest’ anno anche il Codacons ha deciso di partecipare al “Black Friday”, proponendo la propria tessera annuale al costo di 1 euro scaricabile dal sito www.codacons.it».Ma questo lungo periodo di svendita “porta a porta”, sarà davvero la panacea ai problemi del commercio? «Nell’ era di internet, queste tipologie di pratiche sono già superate – analizza Pietro Agen, presidente della Camera di Commercio Sud Est – Non saprei dire se il Black Friday sia davvero una boccata d’ ossigeno per le aziende, anche perché bisognerebbe capire tutta la normativa. Prima i saldi erano un’ occasione per liberarsi della merce in eccedenza, oggi non hanno più l’ efficacia di un tempo. La tecnologia ha cambiato la tecnica e il consumatore è saturo perché trova svendite tutto l’ anno. Ho la percezione che l’ industria stia commettendo l’ errore di diventare schiava di questi sistemi». Nel giorno del black friday arriva la sfida dei lavoratori del centro di Amazon Italia di Castel San Giovanni, “l’ astronave”, come la chiamano,in cui passa tutto ciò che, quotidianamente, vende il colosso americano del commercio online. Un settore che, in questa settimana, sta celebrando un momento sacro, ma che i lavoratori hanno deciso di far diventare nero: Cgil, Cisl, Uil e Ugl, infatti, denunciano i gravosi ritmi lavorativi dei dipendenti di Amazon, che non conoscono discontinuità e hanno richieste altissime di produttività. Da qui la proclamazione dello sciopero, dal primo turno di venerdì fino a sabato mattina, per acquisire un premio di produttività, che non sia il bonus una tantum per il periodo natalizio proposto dall’ azienda, e una retribuzione che vada oltre il livello minimo previsto dal contratto nazionale. Ma questo è tutto un altro “saldo”.
pierangela cannone
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