22 Novembre 2017

«Paghi un centesimo per la bolletta o stacchiamo la luce»

di Claudia Stefani PRATASollecito con ingiunzione di pagamento per una bolletta della luce non pagata: l’ importo è di un centesimo.L’ incredibile fattura è arrivata a casa della moglie dell’ alpino Adolfo Rossetto, Elisa, da pochi giorni vedova. Rossetto era scomparso all’ età di 71 anni l’ 8 novembre. Qualche giorno dopo il funerale a Puja di Prata, la moglie ha ricevuto una raccomandata da parte di Audax Energia, il gestore del servizio energia elettrica. «A seguito di un controllo contabile – si legge nel testo della raccomandata dell’ azienda torinese – abbiamo riscontrato che non risultano ancora saldate le fatture, di seguito meglio elencate, per la fornitura di energia elettrica». Totale del dovuto: un centesimo. Cifra che dovrà essere saldata tramite bonifico bancario in un’ unica soluzione. «Una volta effettuato il pagamento di quanto richiesto la preghiamo di inviare copia della nota contabile comprovante l’ avvenuto versamento via fax oppure inviare una mail – specifica la comunicazione aziendale – In caso di mancato pagamento verrà effettuata la sospensione della fornitura».L’ azienda non poteva sapere del lutto, fatto che ha maggiormente appesantito la reazione della famiglia Rossetto. Il fratello del defunto, Franco Rossetto, ha commentato: «Potete immaginare la reazione di mia cognata quando ha letto che se non pagava con tempestività le avrebbero staccato la corrente. Non riusciamo a darci una spiegazione dell’ accaduto, avrebbero potuto semplicemente inserire il centesimo nella prossima bolletta invece di inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno. Tra l’ altro il pagamento si può fare solo con bonifico e la nostra banca ci chiede cinque euro per effettuarlo, come per qualunque altra operazione di questo tipo».Sul caso ha preso posizione il Codacons, il quale ha stigmatizzato il comportamento della società. Da parte sua Audax si è già scusata per la modalità e il contenuto della raccomandata, riservandosi controlli interni. «Valuteremo perché sia accaduto ciò, visto che c’ erano altre modalità di recupero di quella somma per un cliente ancora attivo – rispondono dalla società – Le diciture di questi solleciti sono standard e valgono qualunque sia la cifra, così come sono perentori i termini per saldare il dovuto e non incorrere in ulteriori sanzioni». E si aggiunge: «Per ora possiamo solo confermare l’ originalità della missiva: la raccomandata è stata inviata da noi, ma dobbiamo capire perché sia stata recapitata con quelle modalità e per quella cifra. Quando avremo completato le verifiche saremo più precisi. Ci scusiamo in anticipo per gli inconvenienti che possono essere derivati da questa comunicazione».©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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