22 Novembre 2017

Taxi in sciopero: «Riforma apre al caporalato di Uber e Ncc»

Roma. Taxi fermi in tutta Italia, ieri, dalle 8 alle 22, per protesta contro la proposta del governo di riforma. «Da troppi anni la nostra categoria è perseguitata. Siamo di fronte a un insopportabile abusivismo che si sta trasformando in un vero e proprio caporalato digitale», sostengono i sindacati. La guerra è contro Uber e gli Ncc (le auto a noleggio con conducente). «Il mondo è cambiato. Abbiamo già adottato un decreto contro l’ abusivismo. Quello che ci viene chiesto è che vengano messe fuori legge le piattaforme tecnologiche. Non è possibile », ribatte il viceministro ai Trasporti, Riccardo Nencini, mentre il ministro Graziano Delrio a Genova garantisce «ascolto e attenzione»: «Hanno chiesto di tenere presente le specificità di Regioni e Comuni nelle autorizzazioni, la riforma già lo tiene presente». Compatte quasi tutte le sigle sindacali, tranne le ‘Tassiste di Roma’. Al presidio a Porta Pia, al ministero dei Trasporti (disagi alla circolazione, fumogeni e petardi), sono arrivati da tutta Italia. Qualcuno ha cercato di raggiungere Palazzo Chigi. Disagi anche a Fiumicino, per la mancanza di un servizio essenziale per un aeroporto a 25 chilometri dalla Capitale, nonostante il potenziamento del servizio bus. Massiccia ovunque l’ adesione: da Palermo a Bari, Firenze, Bologna, Torino, Milano, Trieste. Blocco totale a Napoli e a Genova. Servizio regolare a Perugia, Aosta e Ancona. In molte città cortei di tassisti e presidi di auto bianche. Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti (Fi), promettendo iniziative a favore del settore, come un censimento delle licenze e dei noleggi con conducente, i ‘nemici’ dei tassisti, e una app dedicata. Coi tassisti anche Maurizio Gasparri (Fi): il governo «ignora le richieste della categoria per aprire il mercato ai grandi colossi». «È l’ ennesimo ricatto dei tassisti che vogliono bloccare il futuro del Paese impedendo la liberalizzazione a favore degli utenti», attacca invece il Codacons. Trasporti Davanti al ministero traffico in tilt e petardi Delrio: dialoghiamo Nencini: ma non si possono vietare le app.

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