21 Novembre 2017

TARI, CODACONS: COMUNI NON HANNO RISPOSTO A NOSTRA RICHIESTA

 

UNICA POSSIBILITA’ PER UTENTI E’ ATTIVARSI DIFFIDANDO IL PROPRIO COMUNE A RESTITUIRE MALTOLTO. IN CASO DI MANCATA RISPOSTA SCATTERANNO RICORSI A COMMISSIONI TRIBUTARIE CON COSTI INGENTI PER COMUNI

 

I Comuni non hanno risposto alla richiesta del Codacons di pubblicare sui propri siti web le modalità di calcolo della Tari, pertanto agli utenti non resta altra strada che diffidare il proprio Comune a fornire i criteri di calcolo della tassa sui rifiuti e restituire le maggiori somme pagate a causa degli errori nell’addebito della quota variabile.
Lo afferma il Codacons, che critica al contempo l’immobilismo dell’Anci sulla vicenda.
“Mentre Anci e Mef giocano allo scaricabarile, milioni di italiani non sanno se la propria bolletta dei rifiuti sia corretta o meno – spiega il presidente Carlo Rienzi – Gli utenti possono però agire in autotutela, utilizzando il modulo di diffida pubblicato sul sito del Codacons: in tal modo sarà possibile da un lato conoscere eventuali errori del proprio Comune nel calcolo della Tari, dall’altro intimare la restituzione entro 30 giorni delle maggiori somme pagate a causa di tali errori”.
“E se le amministrazioni non risponderanno alle diffide degli utenti, sarà inevitabile una miriade di ricorsi nelle Commissioni Tributarie promossi dal Codacons, con costi legali ingenti per i Comuni, le cui casse appaiono già sufficientemente disastrate” – conclude Rienzi.

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