Vaccini obbligatori: la parola passa alla Corte Costituzionale
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fonte:
- Libertà
oggi il ricorso arriva davanti ai giudici della consulta. e stato il veneto ad avere impugnato il decreto legge che impone le vaccinazioni.
Il tema dei vaccini, che ha innescato aspre discussioni nell’ opinione pubblica, approda oggi di fronte ai giudici costituzionali a cui è affidato il compito di mettere un punto fermo. La “contesa” arriva alla Consulta attraverso un ricorso del Veneto. La Regione, guidata da Luca Zaia, è l’ unica ad aver impugnato la legge sull’ obbligo vaccinale. Ma la questione è fortemente sentita sulla scia delle campagne condotte dai No-Vax. La decisione della Corte è quindi molto attesa, anche se a tracciare un solco ben preciso ci già ha pensato il Consiglio di Stato, con un parere messo nero su bianco a fine settembre, che indica come la copertura vaccinale «è sicuramente interesse primario della collettività». E «la sua obbligatorietà può essere imposta ai cittadini dalla legge, con sanzioni proporzionate e forme di coazione indiretta». Una valutazione che la Consulta terrà ben presente, nei suoi lavori. Impugnato il decreto legge Due i ricorsi in cui si lamenta una lesione del diritto individuale alla salute. La Regione Veneto, infatti, ha impugnato sia il decreto legge 73/2017 sia la norma di conversione in vigore dal 6 agosto. Disposizioni che introducono quale condizione per l’ iscrizione scolastica tra zero e 16 anni, l’ obbligo di vaccino, gratuito, per antipolio, antidifterica, anti -tetanica, antiepatite B, anti -pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti -me Non dobbiamo abbassare la guardia ma dare a tutti i bambini la stessa cura» ningococcica B, antimeningococcica C, anti -morbillo, anti -rosolia, anti -parotite e anti -varicella. Più in dettaglio, per asili nido e materne il rispetto del calendario vaccinale in vigore nell’ anno di nascita del bambino diventa necessario per l’ ammissione; per le scuole dell’ obbligo il mancato rispetto della norma fa scattare un “richiamo” e colloqui con le famiglie, col rischio di multe fino a 500 euro. Ad esporre la causa come relatrice in udienza pubblica sarà la giudice costituzionale Marta Cartabia. La Presidenza del Consiglio sarà rappresentata in giudizio dagli avvocati dello Stato Leonello Mariani ed Enrico De Giovanni, che ovviamente si esprimeranno a favore della legge. La Regione vedrà in campo i legali Ezio Zanon, Luca Antonini e Luigi Manzi; al fianco del Veneto hanno chiesto di intervenire l’ Associazione malati emotrasfusi e vaccinati; il Codacons; Articolo 32 e l’ Associazione italiana per i diritti del malato. Sull’ esito il ministro della Salute Beatrice Lorenzin si è sempre detta «serena». E nelle ultime ore un richiamo a «non abbassare la guardia» è arrivato dalla sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi. Per i bambini «non può esistere una lotteria dei diritti o delle possibilità, dobbiamo partire tutti dalla stessa linea» ha proseguito ieri il sottosegretario Boschi, aprendo a Firenze un convegno per il 28° anniversario della Convenzione sui diritti dell’ infanzia all’ Istituto degli Innocenti, “Bambini e diritti verso il futuro”. «Dobbiamo pensare – ha aggiunto – agli altri bambini che tutti i giorni vivono delle difficoltà, acqua, cibo, vaccini per malattie banali, difficoltà nell’ andare a scuola, bambini militari, abusati e anche nel nostro Paese ci sono situazioni di difficoltà e disagio, anche a completare il percorso si studi». Secondo Boschi, «se siamo ambiziosi, non possiamo sognare in piccolo nei diritti dei bambini, che sono i più importanti, anche se è difficile fare una classifica. Possiamo fare la nostra piccola parte tutti insieme per rendere ogni giorno più felici i bambini. Tutti noi abbiamo diritto ad avere le stesse opportunità».
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