17 Novembre 2017

Indagine su vaccini e medicinali scaduti si investiga a Roma

In un esposto datato 2 marzo 2017 è stato depositato in data 9 marzo 2017 presso la Procura della Repubblica di Udine ed in copia ai Nas Carabinieri di Udine, il cittadino e genitore Luca Scantamburlo residente in provincia di Udine, esponeva rischi di contaminazione inorganica di particolato solido inquinante (corpi estranei micro e nano -dimensionati) ad alta densità atomica presente nei farmaci vaccini, e dunque un problema di sicurezza, vigilanza e controllo qualità e somministrazione dei vaccini utilizzati in ambito civile e militare, non compreso o sottovalutato dalle autorità sanitarie e politiche che sembrano ignorarlo. Già ad alcuni giorni dalla ricezione dell’ esposto presso l’ Ufficio Ricezione Atti, la Procura della Repubblica di Udine riteneva opportuno aprire un procedimento penale a carico di ignoti con ipotesi di reato. Il cittadino e genitore Luca Scantamburlo aveva già precedentemente interpellato il 14 febbraio 2017 tramite posta elettronica – tre diversi centri Iss (Istituto Superiore di Sanità) di Roma, nello specifico il Dipartimento del Farmaco, il Centro Nazionale Sostanze Chimiche, ed il Centro Nazionale di Epidemologia, Sorveglianza e Promo zione della Salute, per avere da essi alcune delucidazioni ed un commento ufficioso o ufficiale sulla problematica di sicurezza menzionata ed emersa negli ultimi anni da analisi di laboratorio da parte di privati, effettuati su alcune decine di campioni di vaccini ad uso umano risultati tutti inquinati, anche se in misura diversa. I suddetti enti, apparentemente, non rispondevano. In data 14 marzo 2017 il fascicolo penale suddetto – la cui esistenza veniva comunicata successivamente al cittadino su istanza della parte offesa presentata in Procura ai sensi dell’ art 116 c.p.p. – era già stato trasmesso per competenza alla Procura della Repubblica di Roma. In data 28 luglio 2017 la parte offesa depositava spontaneamente una integrazione all’ esposto con nuova documentazione, presso i Nas di Udine Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, con la richiesta di inoltro alla Procura della Repubblica di Roma; in esso egli esponeva una dichiarazione pubblica – da lui individuata – di un supposto membro dichiarato dell’ Agenzia Italiana delle medicine (che corrisponderebbe, a quanto pare, ad un dirigente Asl di I fascia in servizio all’ Aifa, sulla base di controlli incrociati fatti dalla parte offesa e per questo si chiedeva riscontro all’ autorità giudiziaria) che ammetteva in una discussione fra addetti ai lavori in Rete Internet, l’ esistenza concreta di una «drammatica» situazione di sicurezza in ambito vaccini, da approfondire ed investigare. Di questo, il cittadino informava in luglio 2017 formalmente e contestualmente a mezzo raccomandata, il Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, senza tuttavia fare il nome del presunto dirigente sanitario comunicato successivamente alla Autorità giudiziaria tramite i Nas CC di Udine. Precedentemente, l’ esposto depositato a marzo 2017 era stato inoltrato in copia solo per conoscenza all’ Assessore alla salute, integrazione socio -sanitaria, politiche sociali e famiglia del Fvg oltre che al Codacons di Roma. Le autorità politiche menzionate ricevevano le informazioni, ma non rispondevano né hanno ancora dato riscontro al cittadino alla data presente. In data 3 ottobre 2017 con comunicazione protocollata il funzionario giudiziario della Procura della Repubblica di Roma comunicava al cittadino in risposta ad istanza depositata in data 21 settembre 2017, ai sensi dell’ art. 335 c.p.p., il nuovo numero assegnato in Roma al procedimento penale in oggetto, presente nel «Registro Ignoti», ed il nome del Pm assegnatario principale delle indagini preliminari e l’ elenco dei “fatti criminosi” individuati ed ipotizzati ed al vaglio della Magistratura inquirente, i quali sono quelli previsti dal Codice Penale agli articoli seguenti: Cp art. 443, «Commercio o somministrazione di medicinali guasti» Cp art. 452, «Delitti colposi contro la salute pubblica». Saputo questo, nell’ ottobre 2017 Luca Scantamburlo – cittadino, genitore e parte offesa nel procedimento in oggetto – ha pertanto deciso di dare procura speciale al sottoscritto Avvocato Grazia Antonio Romano, cassazionista del Foro di Potenza, perché questi lo assista come suo legale rappresentante in ogni fase e grado del procedimento giudiziario, conferendogli ogni più ampia facoltà di legge in difesa del bene giuridico tutelato ed offeso. Negli ultimi mesi pare che soltanto un quotidiano (una testata giornalistica on-line lombarda), alcune emittenti radiofoniche venete e laziali, un paio di associazioni ed alcuni blog e pagine di social network, hanno commentato e dato testimonianza di tutto ciò nell’ inspiegabile silenzio generale (poca attenzione o autocensura?) della maggior parte dei mass media e delle testate giornalistiche nazionali (pur contattate dalla parte offesa, in discreto numero).

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