16 Novembre 2017

Tari, il Comune fa bene i suoi conti Mini-sconto dopo i maxi-aumenti

– VALLEFOGLIA – AI VALLEFOGLIANI, in fibrillazione per la rivoluzione dell’ indifferenziata porta a porta, arriva dal sindaco Palmiro Ucchielli la rassicurazione che non sono tra le vittime del pasticcio Tari. Come loro anche gli abitanti di Pesaro, Urbino, Gradara, Montelabbate, Gabicce Mare, Piobbico, Mombaroccio, Tavullia, Fratte Rosa e Apecchio, gli 11 comuni di cui Marche Multiservizi gestisce la Tari. Altrove, a seguito di errori nei calcoli, i cittadini presenteranno istanze di rimborso. «Nessun errore invece per Vallefoglia – conferma il sindaco -. Ai fini del calcolo dell’ imposta sui rifiuti, non sono state considerate le pertinenze nella quota variabile». SUL SITO del Comune, come chiesto dal Codacons, l’ associazione consumatori che ha messo in luce il pasticcio Tari, verrà pubblicata – ha confermato Lorena Alessandroni, responsabile servizi finanziari e tributi di Vallefoglia – la lettera di Marche Multiservizi che illustra al cittadino le regole applicate per il calcolo della tariffa. «Invece da noi, nel 2018 la bolletta scenderà – continua il sindaco -. Infatti abbiamo approvato in consiglio comunale la riduzione tariffaria, rispetto al 2017, dell’ 1,5 per cento». Una riduzione che però non ha scaldato il cuore dei cittadini. Gabriele Ugolini, artigiano, residente ex Colbordolo ha ironizzato: «Dopo l’ aumento del 40 per cento sentito nel 2017 lo sconto dell’ 1.5 per cento è una manna dal cielo», mentre Carla Nicolini, commerciante ex Colbordolo, ha osservato: «Ma perché non ci fate pagare la tassa in base ai rifiuti prodotti? – è sbottata -. Cosa mi cambia pagare 985 euro invece dei mille pagati nel 2017?». Ma è vero che si sono registrati aumenti del 40 per cento in bolletta? «No – risponde Alessandroni -, anche se la percezione del cittadino può essere stata questa a seguito di diversi provvedimenti che si sono sommati nel 2017». A COSA si riferisce? «In particolare a due interventi- continua Alessandroni -. A seguito della fusione c’ è stato l’ allineamento tariffario tra gli abitanti ex Colbordolo e quelli ex Sant’ Angelo. E poi nel 2017 l’ importo della bolletta è stato diviso in tre rate e non più in quattro come avveniva nel 2016. Da qui la percezione di un aumento che in effetti c’ è stato, ma mediamente per le famiglie ex Colbordolo è stato dell’ ordine medio dell’ 11,7 per cento, mentre sempre per le attività ex Colbordolo, l’ aumento medio è molto sotto il 20 per cento». Di aumento si parla soprattutto per gli abitanti ex Colbordolo poiché i Sant’ Angiolesi pagavano molto di più. Per cui «l’ unificazione tariffaria – conferma Alessandroni – ha determinato per le famiglie ex San’ Angelo un risparmio in bolletta dell’ ordine medio del 16,17 per cento». Per quanto riguarda le attività? «Il calcolo è più complesso perché si differenzia in 30 categorie merceologiche. Per esempio la categoria 20 di attività industriale con capannoni di produzioni, per gli ex colbordolesi, ha registrato un aumento del 21,5, ma il picco di aumento lo ha affrontato la categoria sei di esposizioni ed autosaloni che nel 2017 ha registrato un aumento del 36,4 per cento rispetto al 2016. Per il resto, tra gli ex colbordolesi su 30 categorie, 14 hanno registrato un aumento del 9 per cento; cinque hanno registrato una riduzione». E per le attività ex Sant’ Angelo? «Su 30 l’ aumento ha toccato 11 categorie, con aumenti che vanno dallo 0,3 per cento per uffici, agenzie e studi professionali al più alto che è stato del 21,7 per cento per mense, amburgherie e birrerie». Solidea Vitali Rosati.

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