10 Novembre 2017

Carne avariata all’ ospedale «Nessuna intossicazione»

MASSIMO SANVITO C’ è anche l’ ospedale San Carlo tra le strutture vittime della frode alimentare scatenata dalla “Alessio Carni” di Monsummano, in provincia di Pistoia, che martedì ha fatto finire in manette cinque persone. Partite di carne avariata che, per fortuna, non hanno causato danni né intossicazioni alle persone ricoverate. Il modus operandi dell’ azienda era semplice: rilavorare le carni con ematomi e macchie sospette che le aziende ospedaliere rispedivano al mittente e spacciarle ad altre strutture, tra cui appunto il San Carlo. In ogni caso, secondo il colonnello Erasmo Fontana, comandante dei carabinieri del gruppo tutela salute di Roma, «le carni sequestrate e esaminate non sono risultate tossiche, sarebbero state nocive per la salute e solo nel caso di consumo quotidiano». Tanto è bastato per accusare la ditta toscana di frode commerciale e procedere al sequestro di beni per 320 mila euro. L’ Alesso Carni, tanto per intenderci, solo nel 2016 aveva vinto appalti per la bellezza di 6 milioni di euro. Sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons, che ha fatto sapere di esser disposto a costituirsi parte civile: «Le autorità competenti devono pubblicare i nomi delle strutture pubbliche interessate, perché i cittadini hanno diritto ad avviare azioni risarcitorie», ha detto il presidente Carlo Rienzi. «Presenterò in Regione un’ interrogazione per chiedere se è stata attivata un’ indagine e che misure sono state prese per evitare altri casi del genere e assicurarsi che non ci siano cibi pericolosi in altri ospedali», annuncia Riccardo De Corato, capogruppo di Fratelli d’ Italia al Pirellone. «A Milano la carne avariata dovrebbe essere arrivata in almeno un ospedale», puntualizza chiarendo che verranno chieste all’ assessore ulteriori delucidazioni: «Sono state disposte indagini al San Carlo? Ci sono altri ospedali coinvolti? Sono state fatte tutte le verifiche del caso?». In serata la replica dell’ assessore al Welfare Giulio Gallera: «Nessun caso di intossicazione è stato rilevato nelle proprie strutture, anche perché i prodotti alimentari destinati a pazienti e personale sono sempre sottoposti ad attente verifiche da personale interno». riproduzione riservata.

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