Tari “gonfiata”, Comuni in allarme
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fonte:
- Gazzetta del Sud
l’ amministrazione del capoluogo ammette l’ errore: 549 utenti da rimborsare
Giuseppe Lo Re Catanzaro Le associazioni dei consumatori non hanno dubbi: «Il Comune di Catanzaro ha commesso un errore nel determinare il calcolo della Tari». Il deputato catanzarese del M5S Paolo Parentela allarga i sospetti a tutta la regione: «Stiamo mettendo in campo una task force a livello regionale per rintracciare tecnicamente l’ errore in ogni Comune calabrese». Scoppia un vero e proprio caso sul calcolo dell’ importo della tassa rifiuti a carico dei contribuenti. In tutt’ Italia, dal 2014, i Comuni avrebbero commesso errori sfociati in importi “gonfiati”. E nel primo elenco elaborato in queste ore da organi d’ informazione e associazioni dei consumatori figura anche Catanzaro. Il presunto inghippo è venuto fuori con un’ interpellanza del parlamentare pugliese del Movimento 5 Stelle Giuseppe L’ Abbate, secondo cui per il calcolo della Tari a Polignano a Mare (Bari) sarebbe stata applicata la quota variabile a tutte le pertinenze dell’ utenza domestica, compresi box e garage. In realtà – ha chiarito rispondendo all’ interpellanza il sottosegretario all’ Economia, Pier Paolo Baretta – la legge prevede l’ applicazione della variabile solo all’ abitazione e non pure alle pertinenze. «Un diverso modus operandi da parte dei Comuni – ha sentenziato Baretta – non trova alcun supporto normativo». L’ errata interpretazione della normativa da parte dei Comuni, dunque, avrebbe provocato un vero e proprio pasticcio allargatosi a macchia d’ olio fino a raggiungere anche la punta dello Stivale. Tra i grandi Comuni, sarebbero già stati riscontrati errori anche a Milano, Genova, Ancona, Napoli, Cagliari, Rimini e Siracusa. Sul piede di guerra il Movimento Difesa del Cittadino, che ha lanciato la campagna “Sos Tari” per chiedere i rimborsi ai Comuni che avrebbero applicato la tassa maggiorata. E il Codacons, proprio a Catanzaro, si è già rivolto alla Corte dei Conti: «I cittadini – commenta Francesco Di Lieto – si sono trovati la quota variabile moltiplicata tante volte quante sono le pertinenze (cantine, garage, posti auto, soffitte, legnaie). L’ errore sta nel fatto che le pertinenze non accrescono in alcun modo la spazzatura prodotta. In buona sostanza chi ha una casa composta, oltre che dall’ abitazione, anche da una cantina ed un garage, è stato costretto a pagare una quota variabile non una, ma addirittura tre volte. Il tutto in palese violazione di quanto disposto dal punto 4.2 dell’ allegato 1 al Dpr 158/99». Inevitabile la diffida al Comune capoluogo di regione «affinché provveda, in autotutela, all’ immediato ricalcolo delle somme senza costringere i cittadini a estenuanti code ovvero a sopportare i costi per ricorrere all’ autorità giudiziaria». Durissima l’ opposizione in Consiglio comunale, che chiede chiarimenti attraverso l’ ex candidato sindaco e attuale consigliere regionale Enzo Ciconte. Da parte sua, l’ amministrazione – pur ammettendo il problema – circoscrive i termini della questione: «Il caso – spiega l’ ex assessore al Bilancio Filippo Mancuso, ora consigliere comunale di maggioranza – non interessa la totalità dei contribuenti Tari catanzaresi, bensì solo una piccolissima parte di essi, appena l’ 1,3 %». E comunque, precisa l’ ufficio stampa, «il Comune, nel predisporre il proprio regolamento, in fase di prima applicazione della nuova tassa sui rifiuti (prima Tares, poi Tari), si è attenuto al regolamento tipo pubblicato dal dipartimento delle Finanze sul proprio sito istituzionale». Successivamente, l’ intervento del sottosegretario avrebbe introdotto un’ interpretazione «in evidente contrasto con quanto pubblicato in precedenza dal Ministero ed a cui il Comune si era adeguato nel regolamento». Riepilogando, a Catanzaro, su 40.633 utenze il fenomeno riguarderebbe solo 549 contribuenti. La potenziale perdita di gettito è prevista in 32mila 940 euro. L’ amministrazione, comunque sia, «provvederà al più presto alla modifica regolamentare e alla compensazione per i contribuenti interessati a valere sulla tassa 2018».
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