Risarcimenti a valanga per la «truffa della Tari»
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fonte:
- Corriere della Calabria
CATANZARO Una «valanga di cause risarcitorie» sta per abbattersi su molti Comuni italiani, al punto che le casse delle amministrazioni «corrono rischi elevatissimi di default». È quanto annuncia il Codacons, che da lunedì si farà promotore di un’ azione risarcitoria collettiva contro i Comuni che «hanno riscosso somme illecite» attraverso la Tari. Le amministrazioni locali, in sostanza, pare abbiano commesso un errore dovuto al conteggio sbagliato della quota variabile del tributo. Un errore che ha comportato prelievi superiori al dovuto. «Prendiamo atto come anche Catanzaro – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – faccia parte della mappa di una finanza creativa che ha portato addirittura alla triplicazione dei tributi locali, ovviamente, a danno dei cittadini. E non ci convincono le parziali ammissioni ( l’ ex assessore al Bilancio ha dichiarato che si tratterebbe solo dell’ 1,3% degli utenti ) che provengono dal Comune di Catanzaro e che vorrebbero limitare la “truffa” ad appena 30mila euro». Il Comune capoluogo, insomma, secondo l’ associazione dei consumatori «dovrà restituire non solo quanto preteso illegittimamente, ma anche gli interessi e le spese». Intanto il Codacons presenterà «un esposto alla Procura della Repubblica affinché proceda per il reato di truffa e appropriazione indebita, chiedendo al tempo stesso il sequestro cautelare delle somme incamerate dai Comuni negli ultimi 5 anni attraverso la Tari». «Si tratta, infatti, di una vera e propria truffa – continua Di Lieto – compiuta con artifizi e raggiri. E le somme incassate costituiscono il profitto di un reato sicché quel denaro dev’ essere sottratto alla disponibilità di chi quel reato lo ha commesso. Non possiamo tollerare che il rimborso sia subordinato ad una richiesta, addirittura motivata da parte dei cittadini – prosegue il rappresentante del Codacons – perché così facendo i furbetti della tariffa potranno farla franca, sperando che l’ inerzia della popolazione nel proporre istanze di rimborso, possa salvare le casse comunali. Pretendiamo che le somme non dovute siano restituite a tutti, a prescindere da una specifica richiesta». Per questo motivo l’ associazione dei consumatori ha diffidato il Comune di Catanzaro «ad adottare, immediatamente, provvedimenti in autotutela capaci di scongiurare benefici per chi si è macchiato di un vero e proprio abuso nei confronti dei cittadini». Il Codacons sollecita infine l’ intervento della magistratura contabile «affinché tutti gli amministratori che hanno utilizzato infimi trucchetti per far cassa sulle spalle della popolazione siano chiamati a rispondere del grave danno erariale causato». Da lunedì sul sito web dell’ associazione le istruzioni per riavere indietro gli importi non dovuti. IL MEF: DECRETO IN ARRIVO Intanto il dipartimento delle Finanze del ministero dell’ Economia fa sapere che «in tempi molto brevi» emanerà un documento di chiarimento sulle modalità di corretta applicazione della Tari. Sono già previste, si apprende da fonti del Mef, modalità per chiedere i rimborsi. Il decreto dovrebbe così mettere la parola fine alle polemiche derivanti dagli errori di calcolo al rialzo della tassa in alcuni Comuni italiani. Rispondendo a un’ interrogazione del deputato M5S Giuseppe L’ Abbate, il sottosegretario all’ Economia Pier Paolo Baretta aveva fatto sapere che in effetti ci sarebbe stato un errore sul computo della quota variabile del tributo che ha fatto aumentare il prelievo a spese di milioni di famiglie italiane. Tale sbaglio ha riguardato i cittadini di diversi Comuni, tra cui Milano, Genova, Ancona, Napoli, Cagliari e, appunto, Catanzaro. Ora il provvedimento del Tesoro servirà a fare chiarezza e a stabilire le modalità di rimborso, ma intanto il Codacons annuncia battaglia.
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