12 Novembre 2017

Rifiuti, il governo farà chiarezza

ROMAUn chiarimento in tempi brevissimi per spiegare le modalità di corretta applicazione della Tari e mettere così fine alla confusione generatasi sul calcolo della tassa dei rifiuti e che ha portato in alcuni Comuni italiani a una applicazione errata. Il governo interviene dopo l’ errore commesso dalle amministrazioni comunali con il conteggio sbagliato della quota variabile del tributo sui rifiuti governo e promette un intervento urgente.Un caso, quello della Tari, che va ad incrementare il sempre fitto cahier de doléances sul fisco italiano, ma che è esploso proprio poche ore prima dell’ annuncio da parte del direttore dell’ Agenzia delle Entrate e della Riscossione Ernesto Maria Ruffini di una maxi semplificazione: l’ abolizione entro 5 anni della dichiarazione dei redditi. Come in altri Paesi, il fisco presenterà direttamente il conto e i contribuenti dovranno controllare. Cittadini da controllati a controllori, dice Ruffini, che riconosce come in Italia il numero dei tributi sia decisamente superiore alla media europea e spiega che «no, il fisco non può essere amico (non lo scegliamo) ma un parente sì» e che «le tasse sono il prezzo che paghiamo per vivere in questa società». Sul fronte Tari non è ancora chiaro quante siano le amministrazioni incorse nell’ errore; il Codacons indica con sicurezza almeno sette città – Milano, Genova, Ancona, Siracusa, Catanzaro, Rimini e Napoli – sottolineando però che il numero potrebbe essere molto più vasto; ma Genova, ad esempio si smarca affermando che «la Tari prevista dal Comune è legittima e su tali utenze non viene applicata due volte la parte variabile della tariffa legata all’ utenza domestica». Al ministero delle Finanze si chiarisce che comunque sono già «previste le modalità per chiedere i rimborsi qualora un Comune non applichi la tassa in maniera corretta, ma i consumatori vanno all’ attacco anche sul fronte degli indennizzi per le spese eventualmente sostenute, mentre la Lega Nord ha proposto un intervento con un emendamento alla manovra per chiarire le modalità di applicazione del tributo. Insomma la confusione è parecchia, anche perché le regole nell’ applicazione delle diverse componenti della Tari sono molto diverse da luogo a luogo.«I Comuni – spiega il segretario confederale della Uil Gugliemo Loy- nel fissare la tariffa (dal 2013) hanno avuto la flessibilità di individuare o meno il parametro» inquilini «e le grandi città, in maggioranza, lo hanno inserito. Le pertinenze tassate dalla Tari sono 13,4 milioni anche se – precisa- non tutte sono soggette al sovraccosto che, dove applicato è mediamente del 5% in più, circa 16 euro». Per Loy la soluzione potrebbe essere che i Comuni che abbiano applicato indebitamente il sovraccosto lo detraggano dalla prossima bolletta. di Gabriele RizzardiwROMAÈ un weekend cruciale per le sorti del centrosinistra. Si comincia oggi con l’ assemblea di Campo Progressista, nella quale Giuliano Pisapia farà un’ ultima “chiamata” per un centrosinistra largo e farà sapere su quale rotta intende indirizzare la sua creatura politica. E si proseguirà domani, con la direzione del Pd, dove Matteo Renzi dovrà rispondere alla minoranza che chiede segnali concreti verso una coalizione di centrosinistra, la più larga possibile.Sarà centrato l’ obiettivo? Dopo l’ addio al Pd di Pietro Grasso, ormai leader in pectore dello schieramento a sinistra dei dem , e la scelta di Pisapia di portare anche Campo Progressista in quell’ area, si fa tutto più difficile. Le premesse, finora, non sono di intese alle viste, tutt’ altro; ma le porte non sono ancora chiuse del tutto. Di certo la premiership di Renzi è un ostacolo a sinistra. E sul programma le divergenze sembrano insuperabili. Convinto che il dialogo con il Pd di Renzi sia sempre più in salita e senza risultati, l’ ex sindaco di Milano sembra pronto a imboccare la strada della lista alternativa a sinistra, condividendo la leadership di Grasso. Il modello di cui Pisapia si fa portatore è sempre quello delle liste civiche, frutto della sintesi tra varie culture progressiste e in grado di ricreare le condizioni di un centrosinistra «largo e civico». E su queste basi rilanciare una competizione con il Pd. I dem riusciranno a fare alleanze almeno con i radicali? Due giorni fa il segretario Riccardo Magi ha sentito al telefono Renzi. Domani dovrebbero incontrarsi anche con Emma Bonino, che punta a una lista per gli Stati Uniti d’ Europa e che ieri ha lanciato un aut aut al segretario dem: se il Pd non cambierà linea sui migranti e sugli accordi in Libia, non potrà esserci un accordo elettorale con i radicali. «Mi pare evidente che il Pd deve rivedere le sue posizioni in materia di immigrazione», taglia corto Bonino. Interessato a stringere accordi con il Pd è invece il Psi. «I socialisti lavorano incessantemente alla formazione di una coalizione alleata del Pd , europeista, che raccolga il voto degli indecisi» dice il segretario del Psi, Riccardo Nencini.In vista della direzione di domani, la minoranza interna di Orlando ha preparato un documento molto centrato sulle questioni sociali. Si parla anche di jobs act e di legge di Bilancio. Si dice chiaramente che ripristinare l’ articolo 18 è «improponibile», ma per il resto si chiedono varie correzioni sui temi sociali, dal super ticket sanitario al lavoro. Cesare Damiano, leader dell’ area laburista del Pd, ipotizza un «intervento» di correzione sui licenziamenti collettivi e disciplinari: «Credo si debba prendere atto che con il jobs act si è realizzato un equilibrio, sui licenziamenti, troppo svantaggioso per i lavoratori». A difendere le scelte del governo è invece Paolo Gentiloni, che sottolinea lo sforzo dell’ Italia nell’ accoglienza dei migranti: «L’ Italia è stato l’ unico Paese che ha avuto una politica migratoria decente in Europa in questi anni. Siamo orgogliosi perché non alziamo muri e non chiudiamo porti».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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