12 Novembre 2017

Tari, rimborsi in vista

 

di GABRIELE RUBINO CATANZARO – Rimborsi Tari in vista. L’ illegittima moltiplicazione delle tariffa variabile sulle pertinenze domestiche che ha prodotto l’ indebita lievitazione della tassa sui rifiuti in parecchi comuni italiani presto troverà il suo salvacondotto. Lo stesso dipartimento della finanze del Mef, rendendosi conto della confusione ingenerata con la nuova interpretazione della normativa, ha assicurato che in tempi brevi sarà adottato un decreto in cui saranno indicate ai cittadini che hanno pagato più del dovuto le modalità per ottenere il rimborso. Inoltre, al fine di evitare differenziazioni fra i singoli comuni sarà emanato un documento con cui si chiarirà la corretta applicazione delle tariffe sui rifiuti. Quello che è anche accaduto fra i municipi capoluogo di provincia calabresi. Il caso “nostra no” più noto è quello del regolamento di Catanzaro che esplicitamente prevedeva l’ attuazione della parte variabile della Tari alle pertinenze, sebbene l’ amministrazione abbia sminuito l’ impatto del fenomeno ad appena l’ 1,3% delle Cassonetti della spazzatura utenze totali con una perdita di gettito di 33 mila euro. Nell’ esempio di ricalcolo della Tari corretta, utilizzato dall’ ex assessore al bilancio di Catanzaro Filippo Mancuso, il differenziale medio è di circa 56 euro, quindi un incremento indebito di circa il 17,5% (il modello è su un immobile da 100 mq con 4 occupanti ed una pertinenza da 20 mq). Spulciando gli altri testi che disciplinano la tariffa sui rifiuti nei principali comuni calabresi, in apparenza non figura un’ analoga impostazione regolamentare, non più legittima alla luce del nuovo intendimento ministeriale. Questo non significa che non ci possano essere altri casi di imposta gonfiata, perché quello che rileva è la concreta attuazione dei vari uffici dei tributi comunali. Ciascun contribuente dovrebbe controllare con accuratezza l’ avviso di pagamento inviato dal proprio ente alle voci che precisano i dettagli degli immobili soggetti all’ imposta. Se la tariffa variabile per i locali accessori all’ unità abitativa non fosse valorizzata zero, quella quota sarebbe illegittima. Ma non è finita qui. Prendendo sempre l’ esempio catanzarese, nel chiarimento fornito ieri dall’ amministrazione comunale si pre cisa che le entrate mancanti a causa del necessario rimborso agli utenti che hanno versato la tariffa eccedente sulle pertinenze, paradossalmente, graveranno sul resto dei contribuenti che hanno regolarmente pagato il tributo municipale. Un riversamento imposto dalla rigida architettura della Tari che non consente deroghe all’ equilibrio fra costi e le relative entrate del servizio rifiuti comunale. Il risultato èche le sacrosante restituzioni non potranno che comportare probabili futuri aumenti di aliquote Tari per la totalità dei contribuenti. Nel frattempo il Codacons annuncia una battaglia contro «i furbetti della tariffa», come li ha definiti il vicepresidente nazionale dell’ organizzazione, Francesco Di Lieto. L’ associazione dei consumatori agita la minaccia di «una valanga di cause risarcitorie sta per abbattersi sui Comuni, al punto che le casse delle Amministrazioni corrono rischi elevatissimi di default». A partire da domani sarà promossa un’ azione risarcitoria collettiva contro i comuni che hanno incamerato l’ illecita quota Tari sulle pertinenze.

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