9 Novembre 2017

Scatta il blitz dei Nas: cinque arrestati La carne nociva finiva al San Carlo

– MILANO – ERANO DESTINATE anche all’ ospedale San Carlo Borromeo le partite di carne avariata vendute dalla ditta “Alessio Carni” di Monsummano Terme (Pistoia), i cui responsabili sono stati tutti arrestati ieri. Il colonnello Erasmo Fontana, comandante dei carabinieri del gruppo tutela salute di Roma, spiega: «Le carni sequestrate e esaminate non sono risultate tossiche, sarebbero state nocive per la salute e solo nel caso di consumo quotidiano. L’ azienda toscana che lavorava e distribuiva le carni è accusata di frode commerciale – spiega ancora – se le sostanze vendute fossero state avvelenate avrebbe dovuto rispondere di commercio di sostenze pericolose, una qualificazione del reato più grave». E ancora: «Non c’ è stata sofisticazione, c’ è stato un commercio di carne che aveva una alta nocività per via di una grossa carica batterica». L’ OSPEDALE San Carlo resta vittima, insieme ad altri enti, di una grave frode, che non avrebbe comunque, per quanto risulti al momento, causato danni permanenti né intossicazioni a persone ricoverate. «Spesso – precisa Fontana – le carni arrivavano con ematomi o macchie sospette e le aziende ospedaliere le rispedivano al mittente. L’ azienda di carni le rilavorava e cercava di spacciarle ad altri presidi ospedalieri o altre Asl». La “Alessio carni” solo nell’ anno 2016 si era aggiudicata appalti per 6 milioni di euro, ieri è scattato un sequestro preventivo di beni per circa 320 mila euro. Secondo quanto accertato, in alcuni casi le carni fornite alle mense venivano spacchettate e poi rietichettate con date di scadenza prolungate rispetto alle originali. «La prassi dell’ azienda – rivelano ancora gli investigatori – sarebbe stata quella di acquistare in Toscana carni di cattiva qualità, per esempio perché provenienti da animali anziani, e di spacciarle per tagli pregiati o comunque provenienti da animali giovani (ad esempio, carne di vitello)». Sulla vicenda è intervenuto con una nota anche il Codacons, che annuncia la volontà di costituirsi parte civile in un eventuale processo: «Le autorità competenti – incalza il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi – devono pubblicare i nomi delle strutture pubbliche interessate, perché i cittadini hanno diritto ad avviare azioni risarcitorie». Anna Giorgi [email protected].

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