«Risposta forte dei colleghi la Regione dia un segnale»
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fonte:
- La Nuova Venezia
VENEZIA Sono 3. 200 i medici di famiglia in Veneto, oltre 630 solo nella provincia di Venezia, e l’ adesione al primo dei due giorni di sciopero indetto dai sindacati di settore, viene accolto come un evidente successo da Domenico Crisarà, segretario generale regionale della Fimmg. «La risposta c’ è stata e anche forte», afferma, «siamo molto orgogliosi di questo aspetto che dimostra quanto i temi siano sentiti dai miei colleghi. Ma non siamo per nulla soddisfatti, perché lo saremmo stati evitando di arrivare a questo punto. Sarebbe significato avere ricevuto ascolto dalla politica che invece ha solo mostrato i muscoli. L’ attività dei Pronto soccorso è stata la medesima dei giorni scorsi, e questo perché abbiamo intensificato e anticipato le attività, lavorando oggi (ieri, ndr) per far fronte a tutte le urgenze. Questo per il senso di responsabilità nei confronti dei cittadini. Sempre che qualcuno non pensi che oggi la gente non si è ammalata. In questa protesta noi non chiediamo un centesimo in più. Ci aspettiamo ora un passo avanti della politica, ma certo il successo dello sciopero è una risposta bella al presidente della V commissione regionale Fabrizio Boron». Solidarietà. Il vicepresidente nazionale della Federazione degli Ordini dei medici e odontoiatri, il mestrino Maurizio Scassola, auspica che «in un momento così delicato i colleghi partecipino, in un concetto di responsabilizzazione per la categoria. Un passaggio fondamentale affinché la politica sia credibile rispetto alla riforma del servizio sanitario regionale veneto. Senza la sicurezza di avere quei servizi territoriali promessi, i colleghi rimangono in grave imbarazzo per poter assistere la gente, non sanno dove spedirla per assistenza e riabilitazione, poiché non deve andare in ospedale ma in strutture o servizi dedicati. Se non si attuano le modifiche salterà il sistema sociosanitario veneto». Dal Codacons regionale Franco Conte osserva: «Solidarietà ai medici, perché hanno investito su di un progetto regionale che non è stato attuato, e che aveva come linea strategica quella di portare sul territorio dei servizi che prima erano sviluppati a livello ospedaliero. Hanno contratto gli ospedali per farne luoghi di specializzazione, ma il territorio che fine farà? Ci dispiace solo in questa vicenda soprattutto gli anziani, anello debole, di questo protesta. La Regione in questa vertenza è inadempiente».Rabbia. E quella manifestata dal vicepresidente regionale dell’ Anla (associazione lavoratori anziani veneto) Lando Arbizzani: «Denunciamo il grave disagio che sta creando lo sciopero per la fascia di popolazione anziana che ha nel medico di base a chilometro zero il riferimento fondamentale per la propria salute. Abbiamo sollecitato i rappresentanti dei medici l’ opportunità di desistere dallo sciopero. La loro funzione oltre che moralmente li impegna anche giuridicamente a non sospendere un servizio pubblico». Infine Raffaele Zordanazzo, dell’ associazione degli anziani e pensionati della Confartigianato si augura che «Regione e sindacati dei medici trovino un accordo. È andata in tilt l’ assistenza territoriale. Non vogliamo entrare nel merito della questione, ma se davvero per entrambe le parti è importante la gente, cosa li divide? Ci viene spontaneo un sospetto: i soldi?» . Simone Bianchi©RIPRODUZIONE RISERVATA.
simone bianchi
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