9 Novembre 2017

Lettera sul maxi conto Il sindaco: «A Venezia dovete spendere»

 

VENEZIA «A Venezia i turisti sono i benvenuti, ma devono spendere. E magari anche lasciare la mancia a chi ha lavorato per loro». Il sindaco Luigi Brugnaro risponde così ai tre turisti inglesi che, con una lettera, si sono appellati proprio al suo ufficio per denunciare quello che avevano giudicato essere un «pessimo comportamento, che rischia di rovinare la reputazione della città»: seduti a mangiare al «Casanova», un ristorante dell’ area marciana, madre, padre e figlio hanno consumato un abbondante pranzo di pesce, restando senza parole davanti allo scontrino, che presentava un totale da 526 euro. «Hanno giocato sul fatto che non conoscessimo l’ italiano. Non ci aspettiamo alcun rimborso, ma riportiamo un episodio che può segnare la fama di Venezia», ha scritto la famiglia Tang al primo cittadino. «Pezzenti – si è lasciato andare ieri il sindaco Brugnaro, intervistato dalle telecamere di Sky Tg24 – Uno mangia e beve, poi dice che non sapeva la lingua. Ma se vieni in Italia devi imparare l’ italiano, e anche un po’ di veneziano non farebbe male». Il sindaco ha difesi i ristoratori lagunari, spiegando come gli stranieri abbiano «mangiato aragosta, senza lasciare niente sul piatto. E senza lasciare neppure la mancia»; per questo motivo la lettera sarà «rispedita al mittente»: «È giusto che abbiano pagato – conclude Brugnaro – Anzi, vorrei fare un plauso a chi ha emesso lo scontrino, dimostra ancora una volta che qui c’ è legalità. Se venite a Venezia dovete sapere che siete a Venezia, dovete spendere qualcosina». Non è della stessa opinione Franco Conte, presidente di Codacons Veneto, che si dice preoccupato per le conseguenze di questo screzio e dispiaciuto per la mancata mediazione da parte del sindaco: «Siamo dalla parte dei clienti, al 101 per cento. Non è la prima volta che, approfittando di una scarsa conoscenza della lingua e di una comunicazione fumosa, qualche esercente sorprende i suoi avventori con scontrini esagerati. Queste persone devono capire che, anche in assenza di un vero e proprio reato, stanno causando gravi danni alla città: ci è già capitato di ricevere lamentele dall’ estero per simili episodi, perché chi non ottiene soddisfazione da noi poi si sfoga a casa sua, facendoci pessima pubblicità». Ma il sindaco ha il plauso dell’ Associazione Esercenti Pubblici Esercizi: «Di cosa stiamo parlando? – dice il direttore Ernesto Pancin – La verità è che, per quello che hanno mangiato, quei tre turisti potrebbero aver speso anche troppo poco: dalle loro parti, in Inghilterra, avrebbero sicuramente pagato di più. Prima di viaggiare la gente dovrebbe informarsi sul posto che va a visitare, così forse si eviterebbero queste situazioni paradossali». Anche tra i ristoratori del centro storico, però, c’ è chi condanna i gestori del «Casanova», già finiti nelle cronache qualche anno fa, quando un cliente che non voleva pagare la bistecca cotta male, fu malmenato dai camerieri. «Si gioca sul prezzo al chilo, all’ etto, si finge di non avere un menù fisso – attacca qualcuno – e intanto non si fanno i dovuti controlli. Così scappano i visitatori di qualità».

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