Ingroia prova a riciclarsi con Musumeci
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fonte:
- Il Tempo
giravolta lodi al governatore per mantenere la poltrona in una partecipata
Gaetano Mineo E ora è tempo anche di poltrone. Va da sé. Perché ogni nuovo governo che s’ insedia, ha il diritto di crearsi una propria squadra per raggiungere gli obiettivi sbandierati in campagna elettorale. E così, in Sicilia, sta per iniziare il valzer degli incarichi. Sono decide e decine i dirigenti e amministratori che sono a capo di strategici enti regionali. E, tra i nomi eccellenti, c’ è quello Antonio Ingroia, piazzato da Rosario Crocetta a capo di «Sicilia Digitale» (già Sicilia e -servizi), società che si occupa di servizi informatici per la Regione. Tutti in fibrillazione, in attesa del loro destino che, da ora in poi, è nelle mani del nuovo governatore della Sicilia. Certo, parlare di poltrone con Nello Musumeci, non sarà tanto facile. E non solo per coloro che hanno assunto ruoli «made in Crocetta», ma per tutti, in modo trasversale, per dirla in politichese. Tutti sulle spine perché sanno, come ha detto in tutte le salse in ultimo questi tre giorni il neo governatore, che sarà proprio la burocrazia regionale la prima a essere «bonificata». «Non credo che la mia sia una posizione sulla quale si intende cambiare», afferma l’ ex pm, pronto alla giravolta pur di non perdere la poltrona. «Nello Musumeci fa parte della destra, legge e ordine» spiega, «e io ho stima di lui». Piacevoli note all’ indirizzo del nuovo governatore attaccato proprio dal presidente di Azione Civile poco dopo la fine dello scrutinio di lunedì scorso. «Quella di Musumeci – aveva detto Ingroia – è una vittoria di Pirro, perché Musumeci non ha la maggioranza in aula e dopo aver dovu to subire qualche impresentabile nelle liste degli alleati dovrà pure cercare voti per la sua maggioranza fuori dalla sua coalizione». La passione dell’ ex pm per la politica non s’ è mai spenta. In questa competizione elettorale siciliana, aveva chiuso la porta in faccia, anche al candidato governatore della sinistra, Claudio Fava, neo eletto al parlamento siciliano: «La candidatura di Claudio Fava alla presidenza della Regione Siciliana è figlia di logiche verticistiche che Azione civile ha sempre rifiutato. Un nome imposto dall’ alto, senza il necessario confronto e senza nemmeno la chiarezza di un progetto assolutamente alternativo al Pd». In sostanza, quella di Fava «è una candidatura, inaccettabile per ragioni di metodo e di merito, che Azione Civile non sosterrà». La poltrona dell’ ex pm, invece, appare più che in bilico. Il Codacons aveva chiesto la verifica della correttezza dell’ intera procedura che ha portato l’ ex pm a capo della partecipata regiona le, ed eventuali danni erariali per la collettività. Il fatto è che Ingroia e altri tra dirigenti, amministratori e ex assessori, tra cui il governatore uscente Crocetta, sono sotto «processo contabile», ciascuno in relazione al proprio ruolo, per un danno erariale da oltre un milione di euro. Un’ accusa respinta dai diretti interessati e che è stata archiviata nel procedimento «parallelo» di fronte alla magistratura ordinaria. A oggi si attende la Cassazione che dovrà giudicare la «competenza» della Corte dei conti sul procedimento. La vicenda è diventata complessa. Gli stessi Crocetta e Ingroia, avevano chiesto, in attesa della pronuncia della Cassazione, di «sospendere» il procedimento. Richiesta respinta: il procedimento non può essere sospeso, ma deve continuare. La società che fa capo a Ingroia, spende 3,3 milioni l’ anno per dare lavoro a 88 persone. Ed proprio l’ assunzione di questi lavoratori l’ oggetto del procedimento contabile.
gaetano mineo
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