La Appendino e il questore di Torino indagati per omicidio e disastro
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BRUNELLA BOLLOLI C’ è anche la sindaca di Torino, Chiara Appendino, tra i venti destinatari degli avvisi di garanzia notificati dalla procura per i fatti di piazza San Carlo. L’ accusa è pesante: omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo per gli incidenti che si sono verificati la notte del 3 giugno durante la finale di Champions League. Una serata che doveva essere di festa e che si è conclusa, invece, con la morte di una donna, Erika Pioletti, travolta dalla folla in fuga, e da 1.526 feriti, alcuni dei quali gravi. Appendino non era neppure a Torino quel giorno, ma a Cardiff dove si disputava l’ incontro della Juve, però in 315 hanno sporto denuncia contro il Comune e anche contro di lei per cui dovrà essere interrogata e rispondere alle domande dei pm. Insieme alla prima cittadina M5S sono indagati il questore Angelo Sanna, l’ ex capo di Gabinetto del Comune, Paolo Giordana, il direttore del settore, Paolo Lubbia, la dirigente comunale Chiara Bobbio che insieme a Giordana avrebbe coordinato «gli attori» dell’ organizzazione. In particolare, i responsabili di Turismo Torino, società che ha gestito l’ evento: il presidente Maurizio Montagnese e il direttore Danilo Bessone, già indagati. Infine, le figure istituzionali incaricate di seguire la serata sotto il profilo della sicurezza: il capo di gabinetto della questura Michele Mollo e il dirigente del commissariato centro Alberto Bonzano che, quella notte, aveva il comando delle forze dell’ ordine. A lui, fa sapere il suo avvocato Mauro Ronco, si contesta di avere sistemato le transenne in modo da chiudere le vie di fuga e il non avere impedito ad ambulanti abusivi di vendere birre in bottiglie di vetro. Tra gli altri raggiunti dall’ invito a comparire ci sarebbe anche l’ architetto che ha allestito la piazza con un solo maxi schermo (anziché 2) e dirigenti della polizia municipale che non avrebbero attuato le prescrizioni previste per un tale evento che si è trasformato in una tragedia senza un reale motivo. «Allo stato», scrive il procuratore capo Armando Spataro, «non risultano individuate le ragioni che hanno determinato panico collettivo tra le migliaia di persone presenti in piazza». L’ avviso di garanzia era nell’ aria da tempo. La stessa Appendino da giorni sapeva di essere sulla graticola e subito si è messa a disposizione della magistratura: «È interesse di tutta la cittadinanza ricostruire i fatti e definire le responsabilità di ognuno. I Cinquestelle fanno quadrato attorno alla sindaca e contestano la giustizia a orologeria, «le notizie fatte filtrare alla vigilia del voto in Sicilia». L’ opposizione, invece, attacca: «Appendino come Raggi», ma con qualche distinguo. De Magistris si dice solidale con le colleghe grilline. Fassino taglia corto: «Sono un garantista vero». E il Codacons sollecita chi era in piazza a chiedere indennizzi: «Hanno il diritto di essere risarciti». riproduzione riservata
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