Diamanti da investimento, ricorso contro le maxi multe
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fonte:
- il Tirreno
di Lara Loreti LIVORNO Il diamante bollente. Che scotta, e che ha perso quella trasparenza che lo rende tanto prezioso. Da un lato il silenzio delle banche, Monte dei Paschi e Banco Bpm (Banco popolare e banca popolare di Milano). Dall’ altro le associazioni dei consumatori che annunciano a gran voce la richiesta di risarcimento civile per un investimento, quello sui diamanti, che si è rivelato ben diverso da come era stato prospettato anche dalle stesse banche, multate nei giorni scorsi di 15 milioni dall’ Autorità garante della Concorrenza e del Mercato. L’ Antitrust ha definito le pratiche commerciali sulla vendita delle pietre «gravemente ingannevoli e omissive», riferendosi alle modalità di offerta dei diamanti da investimento da parte delle società Intermarket Diamond Business (Idb) e Diamond Private Investment (Dpi), che hanno operato attraverso quattro istituti di credito. Insieme con Mps e BBpm, sono state infatti sanzionate Intesa Sanpaolo e Unicredit. Multe anche alle due società di diamanti. «Non era un investimento, ma veniva prospettato quasi come se lo fosse», ha detto Giovanni Calabrò, direttore generale della tutela dei consumatori dell’ Antitrust, intervenuto a Radio 24. Dal canto suo, l’ azienda di diamanti (con sede a Milano) Intermarket Diamond Business, sanzionata insieme con la Diamond Private Investment, fa sapere di voler impugnare davanti al Tar del Lazio il provvedimento in cui l’ Antitrust contesta l’ operazione.Mps e Banco Bpm, invece, fanno sapere di «non voler commentare» la vicenda. Ma il caso delle vendite di pietre «da investimento», giudicate ingannevoli dal Garante del mercato, continuano a suscitare polemiche. Una vicenda che coinvolge 120mila consumatori, assistiti dalle associazioni Altroconsumo, che per prima ha segnalato il problema, Movimento difesa del cittadino e Codacons, che ora chiedono giustizia.E adesso il timore è anche quello che si scateni il cosiddetto “panic selling”, cioè la vendita improvvisa di titoli in previsione di un rischio di crollo del mercato. «Sono moltissime le persone coinvolte e noi stiamo lavorando affinché non si scateni il panico – dicono dal Movimento difesa del cittadino – Attualmente stiamo monitorando il mercato in difesa dei consumatori, in accordo col Codacons. E abbiamo voluto essere presenti anche all’ istruttoria che si è chiusa con le multe alle società di diamanti e alle banche che hanno agito per loro conto».Eppure quei diamanti, che oggi fanno tanto discutere, agli occhi dei consumatori sembravano un vero affare. Calabrò dell’ Antitrust ha spiegato come nella vicenda le banche ricoprissero «un ruolo attivo». E ha posto l’ accento sulla ratio della vendita. «Veniva presentata come investimento la mera vendita di diamanti a prezzi fissati dal venditore, come in qualunque mercato, prezzi che però venivano illustrati come una quotazione – ha detto Calabrò – E veniva anche prospettata una possibilità di rivendita del bene»: Cosa che poi nella pratica si è rivelata molto difficile. E infatti l’ informazione data agli acquirenti sulla presunta «facile liquidabilità e rivendibilità del diamante» è stata ritenuta scorretta da parte dello stesso Garante.«Stiamo parlando dell’ acquisto di un bene (diamante) e di alcuni servizi collaterali (assicurazione, custodia) e tutto questo veniva poi prospettato come un qualcosa di sicuro, di garantito – ha continuato il direttore generale – un po’ anche affidandosi alla fiducia che tutti abbiamo quando facciamo qualcosa in banca». Sia l’ Antitrust sia le associazioni dei consumatori continuano a tenere gli occhi ben aperti e a seguire il caso, che è tutt’ altro che chiuso. Il prossimo passo spetta alle imprese, che, come dice lo stesso Calabrò, entro Natale dovranno inviare all’ Autorità garante una relazione su cosa hanno fatto.E c’ è attesa anche per il giudizio del giudice amministrativo (il Tar) a cui le aziende hanno detto che faranno ricorso. «Siamo fiduciosi – ha concluso Calabrò – che in questi due mesi si trovino le soluzioni adatte, evitando il “panic selling”».©RIPRODUZIONE RISERVATA.
lara loreti
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