25 Ottobre 2017

Azioni carta straccia, ma costano 10 euro al mese

di Maurizio Cescon UDINELe azioni sono carta straccia, ma costano 10 euro al mese. È l’ ennesima beffa per gli ex soci (in Friuli sono circa 15 mila) di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca che, dopo aver visto lievitare le spese sul nuovo conto corrente aperto in Intesa SanPaolo, istituto che ha rilevato le Popolari decotte, devono adesso risolvere un’ altra grana, quella del conto titoli. Perchè quelle azioni, comperate in tempi lontani, frutto di eredità o lasciti, oggi non valgono nulla, ma devono essere conservate. Almeno finchè non si chiuderà la due diligence (la verifica dei dati del bilancio di una società) di Intesa con le banche in liquidazione e finchè i liquidatori stessi non andranno a definire come gestire quella massa di titoli, ovvero come “rottamarli”. E sicuramente non saranno tempi brevi. A sostenere il peso maggiore dell’ esborso sono proprio i risparmiatori che avevano in portafoglio esclusivamente le azioni proposte a ogni aumento di capitale da Zonin e Consoli, i due ex padri-padroni delle banche liquidate.Federconsumatori del Fvg è consapevole del problema, perchè già si era mossa quando i clienti avevano segnalato gli aumenti dei costi del conto corrente. Adesso la presidente regionale, l’ avvocato Barbara Puschiasis, reduce dal programma “Mi manda Raitre” dove ha parlato proprio delle banche venete, punta a una moral suasion sui vertici di Intesa. «Ci hanno assicurato che decideranno entro la fine dell’ anno – spiega Puschiasis – quando eventualmente dovrebbero essere addebitate queste spese. Noi ci auguriamo che venga evitato tale aggravio, Intesa è orientata su questa strada. Ma una risposta definitiva deve ancora arrivare, nonostante i nostri solleciti. Purtroppo il conto titoli rischia di restare sul groppone dei risparmiatori per parecchio tempo, forse anni».L’ allarme è stato lanciato pure dalle associazioni venete Ezzelino III da Onara, Adusbef, Codacons e Azione Vitale. «I piccoli risparmiatori si trovano costretti, dopo la beffa di aver perso tutti i loro risparmi – spiegano i rappresentanti – a dover pagare mensilmente del denaro per detenere i titoli presso una banca». Nelle ultime settimane però le quattro associazioni si sono organizzate e hanno deciso di lanciare l’ acquisto a valore zero delle quote degli azionisti. «In questo modo non saranno più costretti a pagare alle banche il deposito – proseguono gli ideatori dell’ iniziativa – e unendo le quote azionarie potremmo fare un’ azione più efficace nei confronti dei liquidatori». Per far fronte al problema le associazioni hanno già ideato una piattaforma web per raccogliere le pre-adesioni da tutta Italia: l’ obiettivo è acquistare decine di milioni di quote di ex soci. È arrivata intanto la conferma, con una telefonata direttamente dal senatore Pier Ferdinando Casini, dell’ incontro di alcuni rappresentanti delle associazioni a Roma, in audizione alla Commissione d’ inchiesta, il 31 ottobre, nella Giornata mondiale del risparmio. E con loro porteranno a Roma migliaia di pagine, raccolte negli ultimi 8 mesi di lavoro e provenienti anche dalle inchieste della magistratura. «Chiediamo ai parlamentari di fare presto – ha commentato Patrizio Miatello (Ezzelino III da Onara) – incombe la chiusura della legislatura, è necessario agire presto. Devono certificare che la vicenda delle ex banche venete è stata ed è una truffa colossale di massa». In quella sede verrà ribadita la necessità che il Parlamento crei un Fondo vittime del risparmio tradito.©RIPRODUZIONE RISERVATA.
maurizio cescon

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