Agenzia del farmaco Gentiloni in Europa per sostenere Milano
Salgono le quotazioni di Amsterdam, in pista con Milano tra le cinque candidate principali, assieme a Copenaghen, Vienna e Bratislava, nel risiko per la conquista dell’ Agenzia europea del farmaco (Ema) che come l’ Autorità bancaria (Eba) dovrà lasciare Londra per la Brexit. «Milano ha buone carte da giocare e ne esce bene, perché ci hanno lavorato tutti», afferma il premier Paolo Gentiloni, che ci tiene a sottolineare il lavoro di squadra. «Il pressing diplomatico è notevole», spiega, «e la nostra industria farmaceutica ha una sua forza. Anche il ministro Martina avverte che l’ Italia sarà combattiva «fino all’ ultimo secondo utile». Ma il Codacons rema contro. L’ associazione ha scritto alla Commissione Ue chiedendo di rigettare la candidatura di Milano «perché l’ ente sarebbe sottoposto alle pesanti influenze dei produttori di farmaci e non potrebbe svolgere il proprio ruolo e i propri compiti con la serenità e l’ indipendenza necessarie». Intanto l’ Italia tira dritto nel massimo della confidenzialità, e così si preferisce non scendere nei dettagli sull’ ipotesi di una cordata mediterranea lanciata dalla Grecia alcuni giorni fa (che per Ema corre con Atene). Ad uscire allo scoperto è invece il premier bulgaro Boiko Borissov, che spiega di «lavorare più da vicino con Italia, Grecia e Slovacchia». Mentre la Slovenia (senza candidati), data da indiscrezioni a favore di Milano, preferisce non sbilanciarsi, rimandando ad un’ analisi approfondita che prenderà in considerazione le relazioni con i diversi Paesi. Ad impegnarsi a tutto campo nello shopping di voti è stata anche l’ Olanda. «Ho sottolineato l’ importanza dei collegamenti aerei e la buona posizione di Amsterdam in fatto di mobilità; ho cercato così di accaparrarmi più consensi possibili», sintetizza il leader dei Paesi Bassi Mark Rutte. In prima linea per l’ Agenzia del farmaco, restano i danesi con Copenaghen, punta di un agguerrito tridente scandinavo che vede in gara Stoccolma e Helsinki, entrambe convinte di avere buone possibilità, anche sulla base della campagna acquisti condotta al vertice, come evidenzia il premier svedese Stefan Lofven.
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