Stop ai fondi contro la ludopatia il Tar blocca i piani delle Regioni
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fonte:
- Il Secolo XIX
NON C’ È PACE per il settore dei giochi. Appena raggiunto, nelle scorse settimane, l’ accordo tra Stato ed enti locali per il riordino della presenza delle slot machine nelle città italiane, il nuovo colpo di scena arriva dal Tar del Lazio. I giudici hanno infatti annullato tutti i piani regionali contro la ludopatia, l’ ossessione del gioco che diventa patologica. Una partita non da poco: 50 milioni di euro. Il Tar ha accolto un ricorso di un’ associazione di consumatori, il Codacons. Qual è l’ origine della vicenda? La norma prevedeva che, per la prevenzione, le cure, la riabilitazione, venisse istituito dal ministero della Salute un fondo contro il gioco d’ azzardo patologico, con una distribuzione di fondi regione per regione. Entro 90 giorni questi enti avrebbero dovuto presentare il loro piano, che nei due mesi successivi sarebbe stato analizzato da un altro organo ancora: l’ Osservatorio per il contrasto alla diffusione del gioco d’ azzardo. Codacons ha però obiettato che questo Osservatorio si è riunito una volta sola, il 27 aprile, e ha fatto solo un resoconto sintetico delle sue valutazioni, dando poi il suo ok all’ erogazione dei fondi. Insomma: non ci sarebbe stato nessun reale approfondimento sulla fine che avreb bero fatto i finanziamenti: a chi, come, in che modo. Il Tar ha detto che l’ osservazione è corretta, la valutazione troppo sintetica e che alla fine i fondi sarebbero stati distribuiti in maniera «illegittima». Come spiega l’ agenzia specializzata Agipronews, la decisione ha riflessi sulle regioni italiane che si sono dotate di un piano di contrasto al gioco patologico ed erano pronte a realizzarlo. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi canta vittoria: «Non si ferma la lotta al gioco d’ azzardo, ma anzi la si potenzia, garantendo che i soldi pubblici vadano realmente al contrasto della ludopatia, attraverso una scelta seria dei soggetti destinatari dei finanziamenti, senza favoritismi o sistemi clientelari che danneggiano la collettività». Interviene anche la vicepresidente della Regione Liguria (e assessore alla Sanità) Sonia Viale: «Auspico che il governo trovi al più presto una soluzione. Comunque vada a finire la vicenda giudiziaria, questo pasticcio del ministero blocca tutte le Regioni che avevano predisposto progetti su un tema delicato e urgente come quello delle ludopatie». Massimiliano Pucci, presidente di Astro, l’ associazione che riunisce gli operatori del settore dei giochi, sferza: «Sono anni che denunciamo la mancanza di dati certi sui giocatori patologici e che chiediamo come vengono assegnati i fondi per il contrasto alla ludopatia e per fare cosa. A oggi, però, non c’ è niente che ci conferma che le risorse stanziate e i progetti messi in campo siano serviti effettivamente a qualcosa e quali risultati abbiano prodotto».
marco menduni
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