«Colpita da crisi epilettica nel ristorante Invitata a mangiare le pizze a casa sua»
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fonte:
- Il Resto del Carlino
– MAROTTA – UN RISTORANTE di Marotta si sarebbe macchiato di una grave discriminazione nei confronti di una epilettica. E’ quanto segnala la Federazione Italiana Epilessie (con sede a Milano) attraverso un video sulla propria pagina Facebook, registrato dalla presidentessa Rosa Cervellione (nella foto), pubblicato il 9 ottobre e ripreso da molte agenzie. «Siamo nel bel mezzo di una campagna che vuole promuovere la ricerca sull’ epilessia (‘Trenta ore per la vita’, che si chiuderà il 17 ottobre, è dedicata a questa malattia, ndr) e proprio in questo momento ci troviamo a confrontarci con lo squallore dell’ ignoranza e della grettezza di chi pensa che le persone con l’ epilessia non debbano frequentare i posti dove si svolge la vita sociale. E’ accaduto a Marotta – afferma nel filmato la Cervellione -. Susanna (47enne, residente a Fabriano, ndr) e suo marito, domenica, sono andati a mangiare una pizza in un ristorante sul lungomare. Susanna ha l’ epilessia e mentre era seduta al suo tavolo ha avuto una crisi generalizzata. Ha perso conoscenza ed è caduta a terra». «E’ STATA soccorsa dal marito e da un paio di altre persone che dopo pochi minuti, quando la crisi è passata, l’ hanno – prosegue il racconto – accompagnata alla sua auto. Il marito è andato alla cassa a pagare e si è sentito rimproverare dalla ristoratrice per aver spaventato i suoi clienti ed è stato invitato ad andarsi a mangiare le pizze, nel frattempo prontamente incartate, a casa sua». «Gentile ristoratrice – aggiunge la Cervellione nel videomessaggio -, credo che abbiamo interpretato bene il suo pensiero, secondo il quale le persone con epilessia sarebbe meglio che stessero a casa loro e non andassero in giro a spaventare la clientela degli onesti ristoratori». TUTT’ ALTRA la versione della 70enne proprietaria del locale, un ristorante con 40 anni di storia e clienti che spesso arrivano anche da fuori regione. «Sono molto amareggiata. Non capisco proprio come sia venuta fuori una simile ricostruzione dei fatti, che sta generando un sacco di cattiverie nei nostri confronti (tanti i messaggi di condanna sui social, ndr). Prima di andare avanti, lasciatemi dire – sottolinea Mirella P. – che ho una sorella che soffre di epilessia». Dopodiché aggiunge: «Non era domenica, ma la sera precedente, del sabato. La sala era piena e a un certo punto sono venuti verso di me due ragazzi urlandomi di chiamare il 118 perché una donna che era seduta vicino a loro si sentiva male. Ho preso il cellulare per allertare l’ ambulanza e sono corsa nella parte della sala in cui si trovava la signora, che era sdraiata a terra priva di conoscenza. Il marito mi ha detto di non telefonare, perché era una crisi di epilessia e sarebbe passata. Intanto, ad assistere la signora sono arrivati anche due medici che erano a cena nel ristorante. A distanza di una ventina di minuti la donna si è ripresa completamente e a quel punto il marito ha detto che se ne sarebbero andati. Poiché avevano consumato già i primi, ma avevano lasciato a metà le pizze, mi sono offerta di incartarle per fargliele portare a casa, ma l’ uomo ha risposto che non c’ era bisogno; poi ha pagato il conto e se ne sono andati. Fine». «TUTTO il resto non so come sia nato, ma non è vero. E, credetemi, mi dispiace tantissimo – conclude la ristoratrice – perché macchia l’ immagine del nostro locale, ma prima ancora perché, per esperienze personali, sono molto vicina a chi ha problemi di salute di questo tipo. Non vorrei neanche dirlo, ma visto il can can che si è prodotto sono pronta ad adire le vie legali per difendere me stessa e il ristorante da simili falsità». Intanto interviene il Codacons: «Se confermati i fatti cosi come descritti dalla Fie, al ristorante dovrà essere ritirata la licenza. Chiediamo al Comune di fare gli opportuni accertamenti». Sandro Franceschetti.
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