9 Ottobre 2017

«Quasi 15 mila casi di salmonella»

«Il Comune di Udine è molto attento alla problematica del piccione ed è stata una delle prime città d’ Italia ad aver iniziato un piano di controllo numerico della popolazione dei colombi». Maurizio Ferraresi, veterinario della Asl di Modena e consulente del Codacons, da oltre 30 anni studioso delle dinamiche del colombo, promuove Udine per la sua attenzione alla qualità della vita e per la sensibilità nei confronti degli animali. «Purtroppo tanto impegno da parte delle istituzioni è vanificato da coloro che danno da mangiare ai piccioni – specifica il medico -. Si tratta in realtà di una forma di maltrattamento, perché cibarli con avanzi di pane e pasta li porta a una disvitaminosi. I piccioni sono granivori e devono dunque nutrirsi con semi».Il veterinario conferma la possibile pericolosità per l’ uomo del guano verde, ritrovato per esempio in via Vittorio Veneto. «È rara ma non impossibile un’ infezione, soprattutto quando il sistema immunitario è depresso o non si rispetta la dovuta igiene. Basta calpestare il guano e poi toccare le proprie scarpe, magari una volta tornati a casa, senza lavarsi successivamente le mani; oppure pulire l’ auto da un escremento, senza sapere che a livello microscopico il guano può depositarsi sulle mani (vale sempre la semplice regola di lavarsele). In Italia ogni anno vi sono circa 10-15 mila casi di salmonella, ma il dato rappresenta la punta dell’ iceberg: secondo il veterinario la malattia si risolve con episodi non gravi di diarrea acuta per l’ 80% delle persone colpite, che quindi non segnalano al medico l’ infezione. (r.t.)©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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