6 Ottobre 2017

«Gli operatori turistici in crisi dopo gli incendi sul Vesuvio»

ERCOLANO. Si sono ritrovati alle falde del Vesuvio, nel cuore del vulcano patrimonio dell’ Unesco, riuniti intorno ad un tavolo di lavoro molti “Amici della montagna offesa”. In prevalenza operatori turistici e commercianti dell’ area vesuviana e locale si sono ritrovati per approvare la bozza di proposta per la nascita dell’ associazione “Amici della montagna offesa”. Si tratta di una Onlus, che punta a difendere, recuperare e rilanciare il vulcano più pittoresco e famoso del mondo. L’ obiettivo è interrogare i pubblici poteri sulla necessità di intervenire per portare ordine e funzionalità nel sistema turistico di Ercolano e del Vesuvio. «Osservare che di sera la strada di accesso al Vesuvio, l’ unica esistente, non è illuminata – dice Alfio, uno dei più seguiti personaggi della vita turistica della Campania – significa bloccare la vita turistica e la possibilità di vivere nel cuore della “montagna” più amata del mondo ore liete anche di sera». Gli operatori turistico -commerciali presenti alla riunione, hanno discusso di molti problemi afferenti il sistema turistico del Vesuvio. Raffaele, operatore della ristorazione del Vesuvio, spiega che «appena dopo gli incendi dello scorso luglio, nel cuore del Vesuvio la vita turistica s’ è praticamente bloccata, mettendo in crisi tutti gli operatori del settore. Un danno gravissimo. Le spese di gestione sono tante e varie. Se non lavoriamo l’ attività si ferma e tutto può finire nel nulla. Da qualche tempo assistiamo al fatto che non tutti i pullman hanno l’ accesso al parcheggio a quota mille, in particolare quelli di dodici metri il cui accesso è limitato solo a pochi autorizzati non sappiamo da chi. Così facendo – a conclude – vengono penalizzati tutti gli operatori della ristorazione e del commercio. È una questione che va subito rivista». Il responsabile del bar del Vesuvio, Mario, ricorda che «tre anni fa la Città Metropolitana assunse l’ impegno di allargare le curve dell’ unica strada del Vesuvio (nella foto), un’ operazione che si impone da anni. Gli ingegneri hanno già rilevato e sviluppato i dati per gli interventi da realizzare in tutte le curve, da quota mille a San Vito. Sono passati tre anni dai rilievi acquisiti e i lavori non sono ancora iniziati. Chi deve intervenire?». Di recente l’ Ente Parco Nazionale del Vesuvio, in un suo documento, ha approvato all’ unanimità le linee guida per l’ avvio del “Grande progetto Vesuvio”, 7 milioni di euro da spendere. Un pacchetto di interventi ordinari e straordinari che contiene, per il triennio 20182020, investimenti su tre assi di sviluppo: bonifica e recupero delle aree percorse dal fuoco nel luglio 2017; riqualificazione dell’ intera rete sentieristica e messa in connessione di tutti i percorsi che attraversano i 13 comuni del Parco. La strada del Vesuvio in questi giorni ha ricevuto la nuova segnaletica, ma non basta. Ora bisogna lavorare per dare a tutti l’ accesso a quota mille. Si spera che la nascita dell’ associazione “Amici della montagna offesa” possa dare una spinta al sistema turistico del Vesuvio. Sarà l’ avvocato commercialista, Gennaro Riviera del Codacons, a curare l’ iter burocratico dell’ atto, la sua registrazione e quanto necessita in linea con le vigenti leggi, affinché l’ atto in questione possa diventare subito, strumento operativo dell’ associazione stessa.

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