>>>ANSA/ Rifiuta 1.500 euro da stalker,per giudice cifra congrua
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- Ansa
(di Mauro Barletta) (ANSA) – TORINO, 5 OTT – L’imputato di stalking offre 1.500 euro di risarcimento alla parte lesa. Lei rifiuta. Ma basta la somma e basta il gesto: non luogo a procedere. E l’uomo evita il processo. Si snoda così, in un’aula del Palazzo di Giustizia di Torino, una delle prime applicazioni di una legge entrata in vigore lo scorso 4 agosto: la cosiddetta “estinzione del reato per condotte riparatorie”. Una norma contro cui insorgono numerosi esponenti politici. Compresi quelli della maggioranza. La senatrice Loredana Puglisi (Pd) dice di avere già depositato una proposta di legge “in accordo con il capogruppo Zanda e con il governo” per cancellare lo stalking dall’elenco dei fatti cancellabili dalla giustizia riparativa. Le opposizioni attaccano: i deputati del Movimento 5 Stelle parlano di “disastro targato Pd”, mentre la parlamentare Mara Carfagna (Fi) ricorda di avere presentato alla Camera una propria proposta sin dallo scorso luglio. Protesta l’associazione Telefono Rosa, protesta la responsabile Cgil delle politiche di genere Loredana Taddei. E un emendamento alla legge sugli orfani di femminicidio, che sottrae lo stalking alla possibilità di applicare la giustizia riparativa, lo hanno presentato anche le senatrici di Articolo1-Mdp Doris Lo Moro e Maria Cecilia Guerra. La pietra dello scandalo è una sentenza datata 2 ottobre a firma di un giudice donna. L’imputato rispondeva di stalking per avere inseguito in auto una ragazza in più occasioni fra il dicembre 2016 e il gennaio 2017. I 1.500 sono stati considerati “somma congrua rispetto all’entità dei fatti”. Il rifiuto della parte lesa (con il conseguente deposito del denaro in un libretto di deposito giudiziario) non hanno bloccato l’iter verso il proscioglimento dell’uomo. La legge è chiara: il reato è estinto. Una sentenza “del tutto sballata e assurda”, commenta il Codacons, che “rischia di incentivare episodi di stalking lanciando un messaggio sbagliato”. E che “monetizzata l’offesa e la sofferenza subita dalla donna vittima”. Proprio oggi, sempre a Torino, è stato scritto un nuovo capitolo di una vicenda di stalking che si sta trascinando da mesi: Luigi G. è tornato in carcere con l’accusa di avere puntato una pistola contro uno dei figli. L’uomo era già stato arrestato e rilasciato un paio di volte la scorsa primavera, e l’ex compagna, Elena, in aprile aveva lanciato un appello pubblico chiedendo maggiore protezione. Nel corso dell’inchiesta si è appurato che l’arma brandita dall’uomo non era una scacciacani, come aveva sostenuto, ma una pistola vera. E’ scattata così l’accusa di tentato omicidio. La donna aveva ricevuto la solidarietà del sottosegretario Maria Elena Boschi. (ANSA).
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