Risparmiatori traditi in piazza
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fonte:
- Giornale d`Italia
I risparmiatori traditi “vittime del salva -banche” sfilano a Roma. “Ridateci i nostri soldi” campeggia in uno degli striscioni dei manifestanti, giunti da tutta Italia, che si sono dati appuntamento ieri di fronte a Montecitorio. A promuovere la prima “Giornata del risparmio tradito” una serie di associazioni che fa capo al Coordinamento Nazionale delle Associazioni dei Risparmiatori, tra cui il comitato “No Salvabanche”, l’ associazione “Ezzelino da Onara”, Codacons e Adusbef, in rappresentanza di circa 500.000 investitori penalizzati da recenti casi di Banca Etruria, CariChieti, Banca Marche, CariFerrara, Veneto Banca, Popolare di Vicenza e Popolare di Bari. Nel mirino di manifestanti anche la nomina di Pierferdinando Casini alla presidenza della neonata commissione parlamentare d’ inchiesta sui disastri bancari. “Casini, la giustizia si perde nei Boschi” si legge in un cartello. Una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dalla Commissione bicamerale d’ inchiesta sulle banche. Non sono mancate le polemiche. In particolare, un pullman proveniente da Arezzo è stato bloccato alle porte di Roma (nella foto) e poi scortato dalla Polizia. A raccontare l’ episodio, con tanto di foto su facebook, è stata Letizia Giorgianni, responsabile del comitato “No Salvabanche”. “Mentre sono tutti intenti a straparlare di rigurgiti fascisti e della Legge Fiano, definendo fascista chiunque si op ponga all’ attuale Governo, incredibilmente il Pd, grazie alle sue solite imprese di distrazione di massa, mette tranquillamente in atto, (ormai da tempo per chi non se ne fosse accorto), una dittatura subdola ed insopportabile, che si nasconde dietro l’ etichetta delle misure di sicurezza” si legge nel post in cui si racconta come “un pullman che proveniva da Arezzo e che doveva arrivare a Roma per una democratica manifestazione regolarmente annunciata in questura, viene fermato dalle forze dell’ ordine poco prima di entrare su Roma. All’ autista viene detto di non procedere e tenere le porte chiuse fino a quando non fosse arrivata la digos. Il tempo passa e non arriva nessuno. Com’ è ovvio immaginare le persone all’ interno iniziano ad agitarsi e a chiedersi in quale nazione democratica possa succedere una cosa del genere. Sono tutti risparmiatori azzerati ingiustificatamente da un decreto governativo, che ha scaricato su di loro la malagestione di banche di cui era a conoscenza da anni, lasciando impuniti i manager responsabili dei default. Dopo 40 minuti arrivano polizia e carabinieri, che scortano, neppure si trattassero di capimafia, i risparmiatori verso il luogo della manifestazione, ma non prima di averli minacciati con la richiesta di documenti. A mio avviso questi sono davvero dei brutti segnali, davvero molto brutti”. Carlotta Bravo.
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