Boom di truffe con vendite telefoniche a Modena
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fonte:
- Messaggero Veneto
MODENA. Mentre si prepara il pranzo, mentre si guarda una scena interessante di un film, mentre si lavora a casa In quanti sono stati disturbati dal telefono che squilla per via della pubblicità? Il cosiddetto “telemarketing”, l’ offerta e la vendita di tariffe o prodotti via telefono, mette a dura prova la pazienza di molti modenesi e non solo. «Nelle ultime 12 settimane abbiamo ricevuto centinaia di segnalazioni di persone che ricevono chiamate di telemarketing decine di volte al giorno – commenta Fabio Galli, presidente regionale del Codacons – Sono chiamate moleste, ripetute spesso all’ ora di pranzo e cena. Rendono difficile anche la vita di chi lavora a casa, ma non solo: spesso nascondono insidie». Sì, perché oltre ad essere molto fastidiose, dietro a queste telefonate spesso c’ è un vero e proprio imbroglio. L’ offerta più comune è quella del cambio di gestione telefonica, ma alcuni operatori cercano anche di far cambiare il piano tariffario delle bollette. «Al telefono promettono mille cose, – prosegue Galli – ma quasi mai sono convenienti. A volte, nell’ ambito delle spese dell’ energia, alcuni esordiscono dicendo che per via di un errore del gestore il consumatore sta pagando il 30 per cento in più di quello che dovrebbe. È l’ inizio della trappola: a partire da questo l’ operatore si fa dare diverse informazioni, dal numero del contatore al codice fiscale. E non manca mai il famigerato “sì”, che viene registrato e tagliato per permettere l’ avvio di un nuovo contratto». L’ imbroglio delle bollette rischia di essere particolarmente salato. «Per qualche mese dopo il cambio, non arriva proprio la bolletta, così che la persona non si accorge subito che è aumentata la tariffa. Quando arriva, la spesa è altissima perché conta anche tutte le bollette arretrate». Il vero problema, continua Galli, è che «non c’ è modo di capire, dal telefono, se l’ operatore è serio o no. Ed il valore contrattuale della chiamata, senza l’ obbligo di un contratto scritto, ci espone ad un grosso rischio». Come difendersi? «Bisogna eliminare il “sì” dalle conversazioni. Rispondere solo con un “pronto” e un “non m’ interessa” prima di chiudere la chiamata, senza timore di sembrare maleducati». Per evitare che il telefono squilli, c’ è anche il registro delle opposizioni, che vieta agli operatori di chiamare i numeri in esso iscritti. Tuttavia, sostiene Galli, è una difesa blanda. «Alcuni operatori ne ignorano l’ esistenza e chiamano lo stesso. Inoltre, nel registro possono essere iscritti solo i numeri che compaiono anche sull’ elenco telefonico. Per migliorare, dovrebbero entrarci tutti. Un altro problema è che spesso il consumatore firma contratti semplici, come ad esempio i moduli di una tessera fedeltà, che a malapena legge. Firmando questi moduli spesso accetta anche il fatto che i suoi dati, compreso il numero, vengano utilizzati a scopo promozionale non solo dall’ attività commerciale che fornisce il modulo, ma anche da quelle ad essa collegate. Su internet è ancora peggio: alcune iscrizioni a siti o servizi web non vanno a buon fine se non si spunta la casella che consente l’ uso dei propri dati. Così, chiunque abbia una normale attività commerciale, nell’ arco di un anno si ritrova la tutela della lista annacquata all’ 80 per cento».
ELEONORA DEGOLI
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