4 Ottobre 2017

Centrodestra. Il nodo delle poltrone Pressing su Armao per il passo indietro Musumeci-Miccichè, tregua telefonica

Palermo. Potrebbe essere stata la classica tempesta in un bicchiere d’ acqua, lo scontro tra il candidato alla presidenza della Regione del centrodestra, Nello Musumeci, e il commissario regionale di Forza Italia, Gianfranco Miccichè, a proposito della composizione del “listino” che escluderebbe dalla rosa dei candidati, il fondatore del movimento “Siciliani indignati”, Gaetano Armao, che aveva particolarmente colpito il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che lo aveva indicato per Palazzo d’ Orléans. Una candidatura, poi, ritirata per evitare una eventuale rottura che avrebbe condannato il centrodestra alla sconfitta. Fu così deciso che Musumeci e Armao avrebbero corso in tandem e che quest’ ultimo sarebbe stato nominato assessore all’ Economia e vice presidente della Regione, nel caso di vittoria.Un accordo che negli ultimi giorni sarebbe vacillato, facendo alzare la voce a Miccichè che ha messo persino in discussione l’ alleanza. Musumeci, però, ha smentito che le indiscrezioni fossero fondate. Quindi, nessuna preoccupazione per Armao? Le cose non starebbero in questo modo, se ieri Armao ha ripetuto ai rappresentanti della coalizione di centrodestra, quasi con le stesse parole, le «indiscrezioni» che per Musumeci sarebbero «infondate e interessate».Nel listino che sarà capeggiato da Musumeci, per Forza Italia dovrebbero entrare Gianfranco Miccichè e Bernardette Grasso. Armao dovrebbe essere considerato fuori quota. Ma il resto della coalizione vorrebbe attribuirlo a Forza Italia alla quale però spetterebbero solo due posti nel listino. Nè Micciché né la Grasso intendono accettare l’ ipotesi di un passo indietro. Entrambi sono candidati, rispettivamente in provincia di Palermo e in provincia di Messina, in liste piuttosto competitive e, dunque, il paracadute del “listino” diventa di fondamentale importanza. Secondo indiscrezioni, si starebbe cercando di convincere Armao a rinunciare alla candidatura nel listino e di accettare comunque, in caso di vittoria, la delega all’ Economia e quella di vicepresidente della Regione.Sulla lite tra Miccichè e Musumeci che si sono sentiti telefonicamente, si è tuffato il candidato grillino Giancarlo Cancelleri che tutto l’ interesse di fare apparire la coalizione avversaria divisa e rissoda. «Sono partiti con La Russa e la grande accozzaglia che ha pescato dovunque, anche nel passato remoto – ha detto Cancelleri – finiranno con la rissa. Non ci vuole certo la palla di vetro per prevederlo. L’ annuncio di Miccichè che per una misera poltrona è disposto a fare saltare il banco di Musumeci ci sorprende come un gol della Juventus contro la Frattese. Chi vota Musumeci, deve sapere che vota un presidente che deve sottostare a scelte di altri e che non avrà alcun potere. Lui è l’ ennesimo burattino dei partiti. È il Crocetta del centrodestra. E sappiamo tutti come è stata governata in questi anni la Sicilia».Per il portavoce di “Diventerà Bellissima, Ruggero Razza, «una buona notizia: i grillini hanno perso la testa e sono passati alla violenza verbale e all’ ingiuria. È il segno evidente che avvertono attorno a loro indifferenza e solitudine. Noi ci occupiamo di parlare ai siciliani». Non è necessario essere politologi per comprendere che si tratta di polemiche all’ interno delle coalizioni e tipiche della vigilia della presentazione delle liste che non hanno bisogno di essere accompagnate da firme, se sono rappresentati da gruppi parlamentari all’ Ars o al Parlamento nazionale. Invece, è obbligatorio la sottoscrizione di almeno 1.800 elettori per i listini guidati dai candidati alla presidenza della Regione. Listini che potranno essere sottoscritte e le firme autenticate, solo se nell’ apposito foglio sono già scritti i nomi dei candidati. Oggi è mercoledì e da domani alle 9 e fino alle 16 di venerdì, gli uffici elettorali per presentare liste e listini.Intanto, Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, tra i primi ad avere annunciato la volontà di candidarsi alla guida della Regione, ieri ha deciso di non accettare la candidatura che gli era stata proposta da 34 associazioni a difesa dei cittadini. I fondi già raccolti per la campagna elettorale, saranno devoluti in beneficenza.L. M.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this