30 Settembre 2017

Investimenti finanziari fittizi la prof rischia 7 anni di carcere

 

l Si sarebbe proposta ai suoi clienti come una persona esperta nel settore degli investimenti finanziari, mentendo sulla reale destinazione dei soldi che le venivano di volta in volta affidati (circa 5 milioni di euro in poco più di un decennio) e di fatto appropriandosene e truffando così decine di risparmiatori. La professoressa Caterina Coco, ex docente di materie finanziarie all’ Università degli Studi di Bari, rischia ora una condanna a 7 anni di reclusione e 7mila euro di multa. È questa la richiesta avanzata dalla Procura nel processo che si sta celebrando dinanzi al Tribunale Monocratico. L’ ex docente risponde di truffa aggravata, falso ed esercizio abusivo dell’ attività finanziaria. Stando alle indagini della Guardia di Finanza, coordinate dal pm Giuseppe Dentamaro, la professoressa Coco nell’ arco di circa quindici anni, dal 1998 al 2012, avrebbe intascato oltre 5 milioni di euro con la promessa di investimenti redditizi in falsi titoli bancari, spacciandosi per promotore finanziario senza averne l’ abilitazione e truffando così decine di risparmiatori. Le presunte vittime dei raggiri sono 31, tutte costituite parte civile nel processo. L’ ex docente, stando all’ impostazione accusatoria, avrebbe vantato la sua esperienza di dipendente del Banco di Napoli nonché di docente e di direttore del Consorzio Banche di Credito Cooperativo Res (costituita nel processo come responsabile civile). Avrebbe quindi raciuto l’ effettiva natura del Consorzio lasciando intendere che si trattava di un ente destinato a svolgere attività di collocamento di prodotti finanziari. Secondo l’ accusa la professoressa Coco avrebbe dunque predisposto falsa documentazione e assicurato che le somme che le venivano consegnate sarebbero state investite, garantendo rendimenti particolarmente vantaggiosi quando invece si sarebbe appropriata di quei capitali o, in alcuni casi, li avrebbe investiti a condizioni diverse e meno vantaggiose. Alle trentuno persone offese identificate dalla magistratura barese, l’ ex docente avrebbe truffato da 10mila a un milione di euro ciascuno, convincendoli di volta in volta – avendone conquistato la fiducia – a non incassare i presunti interessi maturati e, anzi, a reinvestirli. Dopo la requisitoria del pm che si è conclusa con la richiesta di condanna, gli avvocati Michele Mitrotti, Antonio Falagario e gli altri difensori delle parti civili, in totale 31 risparmiatori e il Codacons, hanno chiesto risarcimenti danni milionari, pari ai presunti importi truffati. Poi parola ai difensori, gli avvocati Andrea Di Co mite e Maurizio Giannone, i quali hanno chiesto per alcuni episodi l’ as soluzione con formula dubitativa perché mancherebbe la prova della truffa contrattuale, non sarebbe specificato il momento esatto in cui determinate somme di denaro sono state affidate all’ ex docente perché le investisse. Su altri episodi, quelli più datati risalenti agli anni Novanta e fino al 2009, i reati sarebbero invece ormai prescritti. Il processo è stato rinviato al prossimo 16 ottobre per repliche e sentenza.
isabella maselli

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