Concorsi truccati all’ Università, all’ Unife docente interdetto sostituito con bando. Codacons: “Nepotismo, favoritismi e corruzione dilagano negli atenei”
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- SestoPotere.com
(Sesto Potere) – Bologna – 27 settembre 2017 – Continua a far discutere l’ operazione della Guardia di Finanza che ha portato all’ arresto di 7 professori universitari, titolari di cattedre di diritto tributario di diversi atenei italiani, l’ interdizione (per 12 mesi) di altri 22 dallo svolgimento delle funzioni di professore universitario e di quelle connesse ad ogni altro incarico accademico, per complessive 59 persone indagate a vario titolo per: corruzione, induzione indebita e turbativa del procedimento amministrativo. aula tribunale Nell’ inchiesta della Magistratura sui concorsi truccati per docenti è finito anche Marco Greggi , forlivese di origine, residente a Rovigo, professore all’ Università di Ferrara, nella sede distaccata di Rovigo, che ha ricevuto il provvedimento di interdizione per 12 mesi. Il vertice dell’ ateneo e del Dipartimento, che è diretto dal professor Giovanni De Cristofaro , ha deciso di individuare un percorso amministrativo che consenta di accelerare la sostituzione del professore titolare con un bando per l’ attribuzione di un incarico temporaneo ad altro docente che possa svolgere il corso di diritto tributario che doveva iniziare la prossima settimana. Lo stesso Greggi potrà presentare ricorso e chiedere la modifica della misura cautelare al tribunale del riesame. “La vicenda dei concorsi truccati è una prassi nota da sempre a tutti nel mondo accademico italiano”: afferma il Codacons, che ha seguito un caso analogo a Roma ottenendo giustizia in favore di una ricercatrice. “Chi oggi, come il Ministro Fedeli , si scandalizza per i fatti di Firenze dimostra solo grande ipocrisia – spiega il presidente Carlo Rienzi – Nepotismo, favoritismi e corruzione sono all’ ordine del giorno negli atenei italiani, già in passato sono stati portati alla luce scandali analoghi e chi è stato professor Marco Greggi danneggiato ha ottenuto giustizia”. Come il caso di una ricercatrice universitaria di agraria assistita dal Codacons la quale, nel lontano 1990, sostenne un concorso a La Sapienza per professore associato e venne ingiustamente bocciata. Ne scaturì un ricorso vinto sia al Tar del al Consiglio di Stato, dove i giudici riconobbero le gravi scorrettezze commesse dalla commissione esaminatrice, e un procedimento penale da cui emersero intercettazioni dal contenuto incredibilmente simile a quello portato alla luce dalla recente inchiesta di Firenze. Ecco cosa diceva un professore ai propri colleghi per indirizzare il concorso in favore di alcuni candidati: “prima di iniziare a leggere questa mia vi suggerisco di staccare il telefono e di chiudere a chiave la porta del vostro studio. si tratta del concorso di associato che va affrontato con il massimo impegno per evitare spiacevoli sorprese”; “ritengo che la migliore strategia per indebolire il ‘gruppo avversario ‘ sia quella di chiedere ai colleghi degli strati b, c e d anche una o più preferenze. tutte le promesse vanno poi verificate puntualmente e continuamente con incroci non ‘sospetti ‘”. dato che se tutto va bene sarò io a condurre il concorso, preferisco c. a g.”
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