24 Settembre 2017

«Noi, vittime di Veneto Banca»

 

 

C’ erano una quindicina di persone, ieri pomeriggio, al Circolo Familiare Cavallotti di Cairate per ascoltare l’ avvocato Franco Conte, presidente di Codacons Veneto. Motivo dell’ incontro: fare il punto sulla situazione di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, il cui dissesto, come noto, ha messo in ginocchio migliaia tra azionisti e detentori di obbligazioni. L’ iniziativa era organizzata da Anla – Associazione Nazionale Lavoratori Anziani, Senior Italia e Coordinamento delle Associazioni dei Consumatori del Veneto. Perché a Cairate? «Sono venuto fin qui perché abbiamo ricevuto richieste di aiuto da questa zona. Qualcuno si è addirittura presentato nella nostra sede di Verona», ha spiegato Conte. Busto Arsizio, Cassano Magnago, Busto Garolfo, Arconate, Fagnano Olona: la provenienza dei partecipanti all’ appuntamento ha confermato che il terremoto originato dalle due banche si è sentito anche tra le province di Varese e Milano. «In Veneto – ha precisato l’ avvocato – contavamo circa 220mila azionisti ma anche in Lombardia ce n’ erano molti. Più o meno 30mila». Le maggiori concentrazioni? Ovviamente nella zona di Milano, ma la geografia del disastro include anche Busto, Gallarate, Varese. Tra i presenti c’ era chi ha investito i propri risparmi in azioni, una minoranza, e chi ha scelto le obbligazioni subordinate. Per cifre diverse: duemila, quattromila, 21mila euro. Qualcuno, però, ha dichiarato di non ricordare con precisione l’ importo. Oppure, sentite le somme affidate alle popolari dai compagni di sventura, si è trincerato dietro un «preferisco non parlarne», segno che il danno deve essere stato di ben altro livello. Diffusa la sensazione di essere la punta di un iceberg, l’ avanguardia di un esercito di incolpevoli bombardato dal dissesto finanziario. «Le persone che sono qui – ha sottolineato Conte – non hanno tentato la speculazione. Quelle conoscono il rischio. In generale, abbiamo un azionista su tre che non ha accettato il rimborso del 15 per cento offerto a quanti hanno investito dopo il 2007. La loro scelta si basa sul concetto di dignità». Sì, ma a questo punto che cosa si può fare per evitare che cifre anche importanti, frutto di sacrifici, evaporino definitivamente? Secondo l’ esponente del Codacons occorre inserirsi nel passivo. Anche se la decaduta competenza a valutare le domande da parte dell’ Arbitro delle Controversie Finanziarie rende l’ iter più complicato, è il ragionamento, una consistente mole di richieste avrebbe peso politico e non potrebbe essere ignorata. «In giro c’ è disperazione, anche perché i risparmiatori sono stati danneggiati distruggendo uno dei valori più importanti in una comunità: la fiducia. Non rassegnatevi – si è appellato ai presenti -, c’ è bisogno di persone, di ripetitori che diffondano questo messaggio». Da ieri, forse, 15 in più.

 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this