22 Settembre 2017

Pedemontana sotto esame dei Pm faro sui lavori a Vicenza e Venezia

di Sabrina Tomè VICENZAIl faro della magistratura acceso sulla Pedemontana Veneta. La Procura di Vicenza ha aperto un’ inchiesta per crollo colposo a seguito del cedimento avvenuto la scorsa settimana nel cantiere Sis, zona industriale di Castelgomberto. Il crollo ha interessato la volta della galleria della strada al suo imbocco in Valle dell’ Agno. Si tratta dei primissimi metri che si inabissano della Valle di Priabona; il fondo del torrente Poscola e oltre 40 metri di argine sono piombati 25-30 metri più in basso alla base del tunnel di quasi 7 chilometri di Malo. Un crollo sul quale gli inquirenti intendono far luce per capire se ci siano state negligenze e responsabilità penalmente perseguibili o se invece si sia trattato di un incidente che non poteva essere in alcun modo impedito. E un altro fascicolo d’ indagine è aperto a Vicenza per l’ incidente accaduto nei cantieri della Pedemontana nell’ aprile dello scorso anno. L’ ipotesi di reato, in questo caso, è di omicidio colposo: un operaio di 54 anni, Sebastiano La Ganga, messinese, morì dopo essere stato travolto dal materiale che gli franò addosso mentre stava lavorando in una galleria in costruzione. L’ uomo, a bordo di un escavatore, stava lavorando alla galleria in fase di costruzione nella frazione di San Tomio di Malo, quando rimase travolto da un movimento franoso che lo sommerse. Il tratto di cantiere fu immediatamente sequestrato e venne disposta una perizia sull’ accaduto. Il procuratore capo di Vicenza Antonino Cappelleri deciderà ora se mantenere le due inchieste sulla Pedemontana Veneta su binari paralleli o se invece affidarle ad un unico magistrato. E della Pedemontana si è occupata anche la Procura di Venezia, con il sostituto procuratore Stefano Buccini uno dei pubblici ministeri dello scandalo Mose. Gli accertamenti della magistratura lagunare riguardano l’ idoneità delle diverse autorizzazioni relative alla Pedemontana in quanto Grande Opera. In passato sono stati sentiti in Procura, tra gli altri, i referenti dei Comitati che si sono mobilitati contro la Pedemontana contestando una serie di presunte irregolarità tra cui la mancanza della Via. Intanto è pendente davanti al Consiglio di Stato il ricorso degli espropriati (una ventina di persone) che hanno impugnato la decisione del Tar dell’ agosto 2015 in materia appunto di espropri. E un esposto è stato presentato dal Codacons alla Corte dei Conti del Veneto con riferimento ai costi lievitati della Grande Opera. «L’ opera costava inizialmente 20 milioni a chilometro e non prevedeva i pedaggi; oggi siamo a 137 milioni con il rischio di impresa scaricato sulla collettività», hanno spiegato i referenti dell’ associazione.

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