21 Settembre 2017

«Il telefonino in classe pericoloso per i ragazzi»

La ministra Fedeli apre all’ utilizzo del cellulare da parte dei minori durante la frequenza della scuola. Un tema che ha scatenato dure reazioni da parte di chi ritiene che questa possibilità sia diseducativa. Il costituente osservatorio «Diritto alla salute e tutela del cittadino», fondato da Riccardo Vizzino, avvocato di origini lucane impegnato in diverse battaglie sociali (gioco d’ azzardo e inquinamento), ha inviato una nota alla ministra motivando l’ opposizione all’ idea del telefonino in classe. Il comitato richiama una nota del Codacons: «Non capiamo se questa idea di consentire l’ utilizzo dei telefonini in classe sia uno scherzo, una provocazione, o il frutto di un colpo di testa del ministro. Al pari dei cellulari, anche le sigarette o i prodotti alcolici fanno parte del mondo dei ragazzi: allora perché, seguendo il criterio del ministro, non consentire di fumare e bere durante le lezioni? Si tratta di un provvedimento pericolosissimo, che rischia di portare i ragazzi alla perdita della capacità di pensare, leggere e scrivere in modo indipendente dai telefonini». «Non solo. Sono noti a tutti – sottolinea il comitato – i rischi connessi all’ uso degli smartphone, dal punto di vista sia mentale che fisico, specie sui più giovani. Già dal 2011 la Iarc, agenzia dell’ Oms, ha classificato i telefonini come prodotti a rischio cancerogeno, e numerosi studi internazionali confermano i pericoli per la salute determinati dagli smartphone , specie quelli di ultima generazione, che hanno un impatto biologico 4 volte maggiore, perché trasmettono contemporaneamente su più.

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