Il Fermi a Castrolibero Greco si appella a Iacucci
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fonte:
- La provincia di Cosenza
i giovani comunisti si mette in secondo piano la tutela del territorio ed edifici, preferendo l’ emergenza alla prevenzione
“Quanto sta avvenendo al Liceo “Enrico Fermi” di Cosenza non può lasciare indifferenti. Una scuola inagibile è un colpo terribile per una comunità, per un intero territorio. Le preoccupazioni degli studenti, anche se espresse in maniera estrema con l’ occupazione, sono condivisibili e meritano l’ adeguata attenzione”. E’ quanto afferma Orlandino Greco consigliere regionale “Italia del Meridione” “Non conosco in dettaglio le condizioni strutturali in cui versa l’ Istituto ma è indispensabile che studenti, insegnanti e anche i genitori, possano affrontare con serenità e sicurezza la quotidianità scolastica. Evidentemente, oggi, non è così! Sono stato sindaco per oltre dieci anni e so bene quante difficoltà abbiano i comuni per garantire che tutto funzioni alla perfezione. Oggi Castrolibero, grazie al lavoro e alla sensibilità delle dirigenti scolastiche e dei tanti che hanno collaborato nell’ amministrazione comunale, offre delle scuole innovative e sicure. Istituti che ogni anno registrano aumenti nelle iscrizioni, in controtendenza a quanto accade in altre aree della provincia. In particolare nell’ Istituto d’ Istruzione Superiore Valen tini sono iscritti oltre mille studenti e il trend è in continua crescita. Sul territorio di Castrolibero ci sono anche due strutture inutilizzate che in passato hanno ospitato la ragioneria e il geometra Majorana e che oggi potrebbero accogliere gli studenti del Liceo Fermi che in questo momento non si sentono al sicuro all’ interno del proprio plesso scolastico. Si tratta di strutture che, oltretutto, sono già perfettamente collegate con le linee del trasporto pubblico anche perché situate in prossimità dell’ Istituto Valentini. Trattandosi di una situazione d’ emergenza, certo della sensibilità politica e istituzionale del sindaco Giovanni Greco, ritengo si possano superare i vincoli burocratici e garantire a studenti ed insegnanti una scuola in piena sicurezza a Castrolibero. Rivolgo l’ appello anche al Presidente della provincia Franco Iacucci, affinché valuti con attenzione questa proposta che, fino alla messa in sicurezza del Fermi, consentirà di riprendere le lezioni nel più breve tempo possibile”. “Accogliamo con favore e ringraziamo il Comune di Castrolibero per l’ ospitalità e l’ accoglienza offerta ai nostri studenti e docenti del Liceo Fermi di Cosenza, costretti magari a stare all’ aperto e/o a smembramenti e dislocamenti di aule in diverse sedi della città”. E’ la nota di Michele Ar noni, dirigente provinciale del movimento politico “Italia del Meridione”. “Castrolibero, peraltro, è ben collegato anche con i mezzi pubblici dell’ Amaco, circolare veloce e quant’ altro. Ciò anche in ottica di area urbana, tema che molto spesso viene utilizzato più a mo’ di slogan da alcuni sindaci in prossimità di ogni campagna elettorale, mentre i cittadini ne hanno già assorbito il concetto e ne colgono appieno le opportunità. Pertanto, è fondamentale che anche la politica si muova concretamente nella stessa direzione, così come è avvenuto in questa occasione da parte del consigliere regionale Orlandino Greco e del Comune di Castrolibero”. La consigliera Bianca Rende (Pd) ha chiesto l’ accesso agli atti per co noscere le reali condizioni strutturali degli edifici scolastici, insieme a quelle dei principali edifici pubblici e dei ponti della città. «In un Comune collocato in zona ad alto rischio sismico, il dubbio circa la vulnerabilità sismica delle scuole e degli altri edifici pubblici in cui si svolge gran parte della nostra vita e della vita dei nostri figli, non può certo essere sottovalutato ed è preciso obbligo per l’ amministrazione monitorarne il livello di sicurezza, programmando le opere di rinforzo laddove necessarie. Come consigliera, solleciterò l’ amministrazione per conoscere il contenuto del programma di azione comunale per affrontare e risolvere la questione della sicurezza nei luoghi di lavoro e nei luoghi pubblici, convinta che il problema della sicurezza si affronti solo con un programma mirato di interventi che finalizzi le risorse all’ ottenimento di tutte le certificazioni necessarie per contribuire, ciascuno per le sue responsabilità, a fare delle scuole cosentine un luogo sicuro per i nostri figli» «Le priorità sono altre. Stefano Vento- Coordinatore Giovani Comunisti/e Cosenza scrive in una nota Una mattina ci si sveglia ed un edificio scolastico in pieno centro viene dichiarato inagibile, come se niente fosse. Se le criticità erano già conosciute perché la Provincia non è immediatamente intervenuta? Di chi sarebbe stata la responsabilità di un’ eventuale tragedia nei mesi scorsi? E come mai solo ora ci si accorge di questo enorme rischio che comporta addirittura la necessità di abbattere lo stabile e di ricostruirlo? Queste sono le domande che un docente del Fermi ha posto qualche giorno fa e che vogliamo fare nostre. Il Fermi ha avuti dei lavori di ristrutturazione importanti solo pochi anni fa, a rigor di logica non si sarebbe dovuti arrivare a queste criticità strutturali. Ma questa è la città dove il centro storico crolla giorno dopo giorno, mentre il resto della città è in balìa della speculazione edilizia avallata da politiche megalomani e senza senso, basti pensare alla volontà di costruire un museo alquanto discutibile, una metro che nessuno vuole ed il Ponte di Calatrava. Se partissimo da questo presupposto il fatto che il Fermi sia dichiarato inagibile non dovrebbe quindi meravigliarci più di tanto, semplicemente perché quelle che dovrebbero essere le priorità in una città, quali il diritto al trasporto, alla salute, alla sicurezza degli edifici pubblici, vengono quotidianamente messe in secondo piano, lasciando il passo all’ apparenza. A Cosenza come nel resto del Paese, dove secondo il Codacons l’ 85% degli edifici scolastici è privo del certificato di agibilità e di vulnerabilità sismica, per precise scelte politiche e non per caso, si mette in secondo piano la tutela del territorio e degli edifici, preferendo l’ emergenza alla prevenzione, per poi assistere inermi alle tragedie e a far la conta dei danni. E’ fondamentale un cambio di politiche, ridare centralità alla prevenzione e investendo sulla necessità dell’ adeguamento di tutti gli edifici pubblici, a cominciare dalle scuole, ma con interventi coerenti con quelle che sono le criticità degli edifici, senza affidamenti clientelari e soprattutto di qualità, evitando così altri interventi a breve distanza. Il futuro del Fermi dev’ essere deciso da tutte le categorie, compresi gli studenti, che animano la scuola, con decisioni condivise e non calate dall’ alto. Il Fermi, come la scuola tutta, è di chi la vive quotidianamente».
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