12 Settembre 2017

L’ ultima del Codacons: un esposto sull’ allarme maltempo di Livorno

l’ iperattivismo dell’ associazione dei consumatori: dalle sigarette di corto maltese al calciomercato romano, dai pokémon al fuorigioco ai mondiali del 2002. ma secondo i giudici si impiccia di cose non di sua pertinenza
gabriele carrerAnche dopo la tragedia di Livorno è arrivato puntale un esposto del Codacons che chiede di verificare l’ adeguatezza dell’ allarme e la messa in sicurezza del territorio. L’ esposto dell’ associazione è ormai un tormentone. L’ attaccante ceco Patrik Schick passa dalla Sampdoria alla Roma: esposto del Codacons per verificare i conti del club giallorosso. Corto Maltese fuma la sua sigaretta su Repubblica: esposto del Codacons per istigazione al fumo. L’ università Statale di Milano introduce il numero chiuso nelle facoltà di studi umanistici: esposto del Codacons. Che vince: il Tar del Lazio ha bocciato la novità. Ricordate Pokémon Go, l’ applicazione in cui si dava la caccia per le strade a creature immaginarie? Bene, il Codacons ne chiese il divieto, sostenendo che il gioco era pericoloso per la sicurezza stradale. Ci fu perfino un esposto contro il guardalinee Awang Hamat a nome dei tifosi italiani, danneggiati da un gol regolare, ma annullato a Filippo Inzaghi per un fuorigioco inesistente durante Italia-Messico ai Mondiali del 2002. capitolo vacciniNon poteva mancare il capitolo vaccini: «Il Codacons a breve metterà a disposizione dei cittadini sul sito codacons.it i moduli e le istruzioni per partecipare al mega ricorso al Tar del Lazio contro la legge Lorenzin». Già nell’ ottobre 2015 il Codacons si occupò di vaccini, annunciando di essere pronto a «una raffica di denunce» contro il piano di «vaccinazioni di massa» che era allora al vaglio del governo: «Spaventare i medici che non ritengono di suggerire la vaccinazione a tutti i costi equivale a commettere una forma di violenza, della quale si può essere chiamati a rispondere dinanzi la giustizia».Il Codacons ha addirittura sfidato Christo, l’ artista bulgaro che ha realizzato la passerella galleggiante sul lago d’ Iseo presentando a giugno 2016 un esposto sui costi dell’ opera a carico della collettività fu aperta un’ indagine. Pochi mesi più tardi il Codacons chiese la chiusura della baracca con i burattini del Grande fratello Vip, dopo i racconti di Stefano Bettarini sui suoi flirt mentre stava con Simona Ventura: il programma, si leggeva nella nota «è altamente diseducativo, perché la messa in onda in diretta di affermazioni offensive per la figura delle donne e per gli omosessuali, senza alcun contraddittorio o censura, lancia messaggi pericolosissimi ai più giovani, che come noto emulano i comportamenti dei personaggi famosi visti in tv». Serve altro? Maggio 2015: una bimba di 9 anni chiede ai genitori una torta di compleanno con i suoi animali preferiti, i Little Pony. Il pasticcere di Gangi, nel Palermitano, capisce male: niente cavallini colorati, il dolce ha l’ immagine del cantante Little Tony. «È evidente», commentò il Codacons, «il danno morale per la bambina». L’ associazione non si tirò indietro, certo di spuntarla. Non importò che la Hasbro subito intervenne per consolare la piccola con qualche pupazzetto e che il pasticcere si offrì di rimediare. Il Codacons tirò dritto: «In passato abbiamo vinto una causa per una vicenda simile: al momento del brindisi durante una festa di compleanno, lo spumante era risultato imbevibile e di sapore pessimo». Il gestore dell’ enoteca fu condannato a risarcire il danno da festa di compleanno rovinata. Quella culinaria è materia cara al Codacons, che di recente se l’ è presa pure contro il Padellone di Civitavecchia, un evento che la Pro loco presenta così: «Per ricordare lo sbarco dei saraceni, si prepara sullo splendido lungomare un enorme padellone dove viene cucinata frittura di pesce per i cittadini e i numerosi turisti». L’ associazione ha inoltrato al Comune una richiesta di accesso agli atti e alle autorizzazioni propedeutici all’ apertura delle bancarelle per comprendere, sia al fine della tutela dell’ ambiente che della salute pubblica, se anche nelle varie manifestazioni di street food succedutesi negli ultimi periodi a Civitavecchia, siano stati rispettati gli iter amministrativi e autorizzativi. Nato nel 1986, il Codacons è il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori. Un’ associazione di associazioni, in pratica, fondata e presieduta dall’ avvocato Carlo Rienzi, salernitano classe 1946, che è riuscito a portare in tribunale, oltre ai patrizi dell’ antica Roma a causa delle divisioni basate sul censo, persino sé stesso all’ ordine degli avvocati per far pagare ai suoi clienti la tariffa minima. Rienzi ha più volte tentato la strada che porta in Parlamento, sempre senza successo, prima con i Verdi poi con la Lista consumatori. E l’ anno scorso il presidente del Codacons si è addirittura candidato al Campidoglio, sfidando la grillina Virginia Raggi, il democratico Roberto Giachetti, i candidati sostenuti dai vari partiti di destra Giorgia Meloni e Alfio Marchini. La sua lista, Codacons x Roma, ha però ottenuto un misero 0,21% dei consensi. Peggio hanno fatto solo due candidati, Fabrizio Verduchi di Italia cristiana e Michel Emi Maritato, presidente di Assotutela. Meglio, invece, Simone Di Stefano di Casapound e Mario Adinolfi del Popolo della famiglia.Per i suoi esposti il Codacons pare meritare anche un contributo da parte della comunità. Infatti, come ha rivelato Lettera43, nella classifica dei pubblici per l’ editoria nel 2016, compare anche l’ associazione a difesa dei consumatori che nel 2016 ha beccato 61.000 euro. Dati però parziali, «legati all’ anticipo versato dallo Stato, ma già indicativi delle cifre che saranno rese note a fine anno», ha specificato il giornale. Ma tutta questa intraprendenza dell’ associazione di Rienzi non è eccessiva?l’ altolà del 2010Nel 2010 il Tar del Lazio bacchettò il Codacons, respingendo un suo ricorso contro l’ ampliamento dei potenziali fruitori di voli di Stato deciso due anni prima dall’ allora premier Silvio Berlusconi. Nella sentenza 7.459 il tribunale scrisse: «Non sussiste in capo al Codacons la legittimazione ad agire al fine della sollecitazione del sindacato giurisdizionale in materia di regolamentazione e disciplina dei voli di Stato». L’ iscrizione del Codacons nel registro delle associazioni rappresentative non è una «legittimazione ad agire in giudizio così vasta da ricomprendervi qualsiasi attività di tipo pubblicistico che si riverberi economicamente in modo diretto o indiretto sui cittadini non in quanto consumatori e/o utenti, ma in quanto contribuenti».Ma basta fare una ricerca su Google notizie – dove quotidianamente compaiono nuovi esposti del Codacons – per comprendere come il messaggio del Tar del Lazio venga spesso snobbato dall’ associazione. Da Catania Today apprendiamo: «Tramite il legale Giuseppina Chiara Reale il Codacons ha presentato esposto alla Procura della Repubblica di Catania per chiedere di aprire un’ indagine sul canile di Biancavilla». Si legge nel comunicato: «Secondo quanto denunciato da Lav, Lega Antivivisezione ed Enpa». Ecco, non bastavano queste tre associazioni?

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