Ritardarono parto cesareo doppia veste per l’ ospedale
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fonte:
- La Sicilia
L’ azienda ospedaliera Vittorio Emanuele sarà parte civile e responsabile civile nell’ udienza in corso di svolgimento davanti al Gup che dovrà decidere se rinviare a giudizio tre dottoresse dell’ ospedale Santo Bambino coinvolte nell’ inchiesta sulla nascita, il 2 luglio di due anni fa, di un bambino venuto alla luce con gravissimi disturbi neurologici.Secondo l’ accusa, due dei tre medici, a fine turno, avrebbero tardato a praticare il parto cesareo per non rimanere ancora al lavoro. Parte civile i genitori del bambino e la stessa azienda ospedaliera che è stata citata anche come responsabile civile. Ammesse come parte civile le associazioni Codacons e Codici. Secondo l’ accusa le dottoresse non eseguirono subito un parto cesareo per «evitare di rimanere al lavoro oltre l’ orario previsto, nonostante i molteplici episodi di sofferenza fetale emersi dal tracciato e dopo avere somministrato alla gestante dell’ atropina per simulare una inesistente regolarità nell’ esame medico». Nelle indagini della sezione giudiziaria della polizia, rientra anche un terza dottoressa che, secondo la ricostruzione degli inquirenti «pur non essendo a conoscenza degli avvenimenti precedenti, praticava alla paziente per due volte le manovre di Kristeller, pratica bandita dalle linee guida, nonostante un tracciato non rassicurante e non contattava in tempo il neonatologo che effettuava l’ intervento di rianimazione con gravissimo ritardo». A fare scattare l’ inchiesta una denuncia della famiglia. Prossima udienza il 12 Ottobre.Re. Giu.
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