Tre ore di pioggia e Roma s’ allaga Strade come fiumi, asfalto a pezzi
città paralizzata: stazioni della metro chiuse e quartieri senza luce
Ettore Maria Colombo ROMA BASTANO 100 millimetri di acqua in tre ore di pioggia per veder trasformare la Capitale d’ Italia in una Venezia ‘de noantri’, tra disagi infiniti e scenari apocalittici. Roma va in tilt con poco: strade allagate diventano subito fiumi impetuosi, automobilisti intrappolati nelle loro auto, asfalto a pezzi, tombini che saltano, rami e cavi elettrici che cadono. Eppure, si tratta solo di un temporale, per quanto importante: dopo un’ estate in cui è caduta il 78% di pioggia in meno, in tutta la provincia di Roma (appena 23,8 millimetri di pioggia in tre mesi), ieri mattina il cielo scarica sulla città 100 millimetri in tre ore. Invece il Campidoglio, che prova a difendersi per l’ ennesima figuraccia, se ne aspettava solo 70 millimetri nell’ intera giornata. La rabbia e l’ esasperazione dei cittadini tracima proprio come l’ acqua che inonda le strade. Dal pomeriggio in poi torna a splendere il sole, ma poche ore bastano a paralizzare tutta la città. Solo nella prima parte della mattinata i Vigili del Fuoco effettuano oltre sessanta interventi in tutti i Municipi capitolini. I danni causati dall’ acqua nelle strade e negli appartamenti sono ingenti: le chiamate arrivano per allagamenti di cantine e cortili interni, persone bloccate in auto, rami caduti, tombini ostruiti da detriti, interi quartieri che rimangono, per ore, senza energia elettrica. NON VA meglio per i trasporti pubblici: diverse stazioni della metropolitana, specie della linea B e interi tratti di linea A, tra Ottaviano e Flaminio, vengono chiusi per «danni da maltempo». Forti ritardi e disservizi rendono un calvario prendere tram e bus. Le strade chiuse al traffico non si contano. Le idrovore entrano in funzione sul Lungotevere Arnaldo da Brescia (zona Flaminio) e sul Ponte Milvio che sembra come sopraffatto da un’ inondazione mentre l’ acqua muggisce da piazzale del Verano fino a Tiburtina. In periferia e sul litorale romano va anche peggio. A Fiumicino si contano quasi tutte le strade allagate, anche fino a 50 centimetri, molti tombini saltati con l’ acqua che fuoriesce. Scene identiche nel comprensorio del comune di Fiumicino: Focene, Fregene, etc. Tra le conseguenze immediate della normale vita cittadina c’ è il posticipo di un’ ora di Lazio-Milan all’ Olimpico e l’ annullamento di eventi musicali e spettacoli serali, specie a Ostia e a Fiumicino. NEL pomeriggio la Capitale riacquista la sua indolente normalità, ma in compenso divampa la polemica politica. Il Campidoglio – e la sindaca Virginia Raggi, subito oggetto di sberleffi sui social – finisce al centro delle critiche per non aver preparato la città come doveva. Il Comune si era limitato a invitare i cittadini «a limitare gli spostamenti ai casi di urgenza e ad evitare parchi e aree verdi». Il Pd, ma anche le altre opposizioni, partono subito all’ attacco. «Bastano tre ore di pioggia per mandare Roma sott’ acqua» è il leit motiv delle accuse dei democrat, che definiscono «il sindaco Raggi e i suoi incompetenti e pericolosi». Esponenti del centrodestra (Saltamartini, Lega, e Binetti, Udc) denunciano: «Si sapeva da giorni che a Roma stava per arrivare un nubifragio». Il Codacons definisce «inaudito» quanto accaduto e il suo presidente, Carlo Rienzi, lamenta che «ancora una volta Roma si trova del tutto impreparata alla pioggia. Sarà un autunno di passione».
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