7 Settembre 2017

In frenata a luglio le vendite al dettaglio

ROMA Le vendite al dettaglio, in altre parole i consumi di tutti i giorni, segnano una battuta d’ arresto, con un calo dello 0,2% a luglio, rispetto a giugno. A registrare il passo indietro, dopo il balzo del mese precedente, è l’ Istat, che su base annua segna una crescita “zero” se si guarda al valore degli scambi, inglobando quindi l’ inflazione. Va peggio se si considerano solo le quantità (-0,4%). Lo scarto maggiore tra fatturato e volumi si rileva per gli alimentari: in positivo incorporando la dinamica dei prezzi, ma in “rosso” in termini di quantità. A guadagnare senza ombra di dubbio sono invece i discount (+2,6%). A differenza dei piccoli negozi, sempre più in difficoltà (-1,3% quelli sotto i cinque addetti). Insomma i saliscendi che proseguono da inizio anno si sono pressoché neutralizzati tra di loro. Il risultato per le vendite è una linea quasi piatta, con un aumento cumulato tra gennaio e luglio che non va oltre lo 0,2% in termini di valori. In volume, invece, l’ Istituto di statistica segna addirittura un ribasso (-0,7%). C’ è però da notare che dal monitoraggio sono esclusi due capitoli importanti: compravendite di auto e e-commerce su piattaforme esclusivamente online. I dati, in ogni modo, non piacciono alle associazioni dei consumatori, secondo il Codacons infatti le cifre dell’ Istat mostrano come «la spesa delle famiglie continui a non crescere come dovrebbe», con i saldi estivi «che si sono rivelati un flop». Insomma la ripresa sembra lambire tutto tranne che il commercio, ancora lontano dai livelli pre-crisi (inferiore del 6,7%) secondo in calcoli dell’ Unione nazionale consumatori. Ecco che, a cominciare da Federdistribuzione, si leva l’ appello affinché in manovra vengano inserite misure «per dare maggiore consistenza ai consumi», finora dinamici solo se in ballo c’ è l’ auto, la vacanza o la cena fuori.

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