6 Settembre 2017

Italia, battuta d’ arresto per le vendite al dettaglio

 

Battuta d’ arresto per le vendite al dettaglio in Italia dopo il balzo di giugno. Sono diminuite, rispetto al mese precedente, dello 0,2% sia in valore sia in volume. Più nel dettaglio, le vendite di beni alimentari hanno registrato un aumento dello 0,1% in valore e una flessione di pari entità in volume (-0,1%); le vendite di beni non alimentari una variazione negativa dello 0,3% sia in valore sia in volume. Rispetto a luglio 2016, ha spiegato l’ Istat, le vendite al dettaglio sono rimaste stazionarie in valore e sono calate dello 0,4% in volume. Per i prodotti alimentari si è rilevata una crescita dello 0,2% in valore e una flessione dello 0,7% in volume. Mentre le vendite di prodotti non alimentari hanno registrato una flessione dello 0,1% in valore e dello 0,2% in volume. Nella media del trimestre maggio-luglio 2017, l’ indice complessivo del valore delle vendite al dettaglio ha mostrato una variazione nulla rispetto al trimestre precedente. Nello stesso periodo, per le vendite di beni alimentari si è vista una diminuzione dello 0,1% in valore e un aumento dello 0,3% in volume; per quelle di beni non alimentari un aumento dello 0,1% in valore e una variazione nulla in volume. Rispetto a luglio 2016, le vendite al dettaglio hanno registrato un aumento dello 0,3% nella grande distribuzione e una diminuzione dello 0,2% nelle imprese operanti su piccole superfici. In particolare, a luglio nella grande distribuzione le vendite hanno evidenziato una variazione positiva per i prodotti alimentari (+0,6%) e negativa per quelli non alimentari (-0,1%). L’ Istat ha sottolineato che, tra gli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare, il valore delle vendite è aumentato per i discount (+2,6%), viceversa è sceso per gli ipermercati e i supermercati (rispettivamente -1,2% e -0,2%). L’ alimentare, in controtendenza all’ andamento generale, tiene, ma è cambiato il carrello della spesa, ha osservato la Coldiretti. Infatti a luglio il caldo record dell’ estate ha stravolto i consumi degli italiani con aumenti che vanno dal +3% per l’ ortofrutta al +17% per l’ acqua, ma un incremento del 19% hanno segnato le confezioni di gelati in cono, vere star del mercato, rispetto allo scorso anno. Un vero balzo si è visto anche per i consumi bevande a base di the con un +19%, mentre per le birre chiare sotto i 6 gradi l’ aumento è stato dell’ 11%, secondo elaborazioni su dati Coop. “L’ anomalia climatica”, ha concluso Coldiretti, “ha influenzato comportamenti e consumi con gli Italiani che sono usciti meno da casa, hanno cucinato meno e hanno aumentato gli acquisti di cibi pronti e rinfrescanti oltre che di bibite e frutta che ha fatto registrare nel 2017 il record degli acquisti degli ultimi 17 anni”. I dati sulle vendite al dettaglio di luglio confermano in pieno le previsioni del Codacons e attestano come la spesa delle famiglie continui a non crescere come dovrebbe. “I saldi estivi partiti proprio a luglio si sono rivelati un flop e non hanno fatto registrare alcun incremento delle vendite al dettaglio, esattamente come previsto già a giugno dal Codacons”, ha spiegato il presidente, Carlo Rienzi, “non a caso l’ Istat conferma che, rispetto a luglio 2016, le vendite restano stazionarie in valore e diminuiscono dello 0,4% in volume”. Chi riponeva speranze nei saldi di fine stagione è rimasto deluso perché gli sconti stagionali oramai non attirano più i consumatori e rappresentano una formula obsoleta che va abbandonata in favore di saldi liberi tutto l’ anno, ha sottolineato ancora Rienzi, aggiungendo che “ancora una volta dall’ Istat arriva la conferma del fatto che la spesa delle famiglie non cresce come dovrebbe e i consumi registrano dati altalenanti ancora insufficienti ai fini della ripresa”. “Il Paese non solo è fermo, ma arretra. Le cose, insomma, invece di migliorare peggiorano. Dopo i dati positivi di giugno, ora le vendite scendono rispetto al mese precedente e, anche su base annua, segnano una battuta d’ arresto in valore e calano dello 0,4% in volume”, ha commentato a caldo anche Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori. “Se a questo aggiungiamo che rispetto a luglio del 2008, le vendite in valore sono diminuite del 6,3% e per i piccoli negozi del 12,7%”, ha rincarato la dose Dona, “è chiaro che siamo ancora ben lontani dal poter dire di essere usciti dalla crisi. Le vendite annue sia degli ipermercati che dei supermercati segnano ancora un calo, rispettivamente dell’ 1,2 e dello 0,2 per cento. E’ solo l’ incremento delle vendite dei discount, +2,6%, a consentire alla grande distribuzione di registrare un andamento positivo. Insomma, non c’ è da stare allegri”.

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