L’ Istat: «L’ Italia ora accelera» Crescita più forte delle stime
il governo pronto a ritoccare all’ insù i dati del def e volano anche le entrate tributarie spinte dall’ iva
ROMALa ripresa acquisterà velocità grazie a un positivo «effetto contagio» tra i diversi comparti. Una visione rosea quella dell’ Istat, che traccia le prospettive su quel che accadrà nei prossimi mesi.«L’ economia italiana accelera sostenuta da una crescita diffusa tra i settori produttivi e dall’ aumento dell’ occupazione», scrive l’ Istituto nazionale di statistica, che giusto la scorsa settimana ha confermato per il Pil il rialzo maggiore in sei anni. E la spinta non si fermerà qui, visto che l’ indice anticipatore, spia dell’ immediato futuro, segna un rafforzamento delle prospettive di crescita. Intanto salgono anche le entrate tributarie, con un incremento dell’ 1,6% nei primi sette mesi dell’ anno, fa sapere il ministero dell’ Economia evidenziando il contributo dell’ Iva (+4,4%). Nel complesso quindi le stime di crescita sembrano destinate ad essere superate e ora non resta che aspettare la revisione più attesa, quella del governo. L’ aggiornamento del Documento di economia e finanza (Def) è, infatti, ormai alle porte e l’ asticella della crescita annua, ancora ferma all’ 1,1%, dovrà essere riposizionata verso l’ alto. Il sottosegretario all’ Economia, Pier Paolo Baretta, rassicura sui tempi e spiega: «In 10 giorni, al massimo entro il 20 del mese di settembre sarà terminato il lavoro di aggiustamento del piano di crescita». Sui numeri ancora non ci si sbilancia. Secondo l’ Istat comunque, se si mantiene il ritmo tenuto negli ultimi trimestri (+0,4%), un Pil al +1,5% è a portata di mano. Ma da dove viene la ripresa? Stavolta non c’ è un solo protagonista, per l’ Istat si tratterebbe infatti di una crescita «corale», distribuita tra i settori produttivi, spiega nel suo ultimo documento. Tanto che, nella manifattura risulta in espansione il 60% dei gruppi, delle branche d’ attività di riferimento, mentre nei servizi si oltrepassa il 50%. D’ altra parte gli ultimi dati sui conti mostrano come tutte le leve si stiano accendendo, gli investimenti ripartono dopo un inizio anno difficile (+0,7%) e così il lavoro autonomo. Ma restano alcune ombre. Per Codacons e Unione nazionale consumatori a preoccupare è la spesa delle famiglie, in frenata tra il primo il secondo trimestre (da +0,5% a +0,2%). Di tassi ancora «insufficienti» parla anche Confesercenti, che punta il dito contro la forbice tra stipendi e prezzi, a scapito del potere d’ acquisto. E mette in guardia dai facili entusiasmi pure Confcommercio, evidenziando «un’ area del disagio sociale ancora molto ampia». Tuttavia Coldiretti nota come la spesa per gli alimenti abbia fatto registrare il balzo più elevato del decennio. Soddisfatta anche Confindustria. Secondo il presidente Vincenzo Boccia infatti i dati dell’ Istat «confermano la percezione positiva che abbiamo nel Paese». Una cartina di tornasole sull’ entità della ripresa è rappresentata anche dalle cifre sulle entrate erariali, che nel periodo compreso tra gennaio e luglio 2017 sono risultate in crescita: l’ ammontare complessivo è stato pari a 247.729 milioni, in aumento di 3.871 milioni su base annua. Una spinta significativa è arrivata dai consumi: solo dall’ Iva sono stati incassati 65.989 milioni, con un rialzo di 2.793 milioni.
marianna berti
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